opere in mostra

Opere in mostra

 

Ambito di Giuseppe Canella - Bosco con bagnanti

1.7 AMBITO DI GIUSEPPE CANE Bosco con bagnanti
1.7 AMBITO DI GIUSEPPE CANE Bosco con bagnanti

AMBITO DI GIUSEPPE CANELLA

(Verona, 1788 - Firenze, 1847)
 

Bosco con bagnanti, 1830-1840
olio su tela, 59 × 72 cm, Collezione Intesa Sanpaolo, inv. A.C-00061A-L/IS)
Bibliografia: Precerutti Garberi 1997, pp. 14-16.

“Accanto alle esperienze neoclassiche del paesaggio – gli esempi appianeschi con Marte e Venere e Diana e Atteone della Galleria d’Arte Moderna di Milano fanno testo – può collocarsi il Bosco con bagnanti, quasi un micro Déjeuner sur l’herbe, di sapore idilliaco, volto agli ideali classici seicenteschi, alla ricerca degli infiniti segreti della natura. Una luce cristallina penetra il folto degli alberi, ne rende vive le minute foglie, illumina lo sfondo dove un gruppo di bagnanti, o di ninfe, si riposa mentre altre si immergono in uno specchio d’acqua che continua il suo corso nell’ombra misteriosa dell’ansa. Il cielo sereno è toccato da nubi bianche e leggere” (Precerutti Garberi 1997, p. 14).
Osservando con attenzione questo dipinto, la prima sensazione di trovarsi di fronte alla rappresentazione di ninfe o esseri evanescenti che popolano i boschi, di sapore neoclassico, svanisce, e lo spettatore, viene “riportato alla realtà” dal mucchietto dei vestiti grigi, rossi e blu su cui sono posati i cappelli di paglia. Queste macchie di colore ci fanno intuire l’antefatto della scena rappresentata: alcune donne “reali” sono giunte al fiume e, dopo essersi svestite, si concedono una pausa intrattenendosi sotto la fresca ombra degli alberi e bagnandosi nelle limpide acque del fiume. Il realismo del dipinto e, soprattutto, la sua vicinanza stilistica alle opere di Giuseppe Canella ne rendono verosimile una datazione agli anni tra il 1830-1840, quando si assistette in Lombardia alla piena affermazione della pittura di paesaggio. Nel 1831 comparvero all’esposizione braidense “due artisti eletti, Giuseppe Canella veronese, portando dalla Senna le prime e più schiette apparizioni del realismo francese, e Azeglio da Roma, levando alta la bandiera della libera interpretazione della natura sulle orme audaci di Salvator Rosa e coll’ardore del Cortese” (Gozzoli 1975, p. 208). Nel 1838 fu istituita all’Accademia la cattedra di Paesaggio affidata a Giuseppe Bisi ma, già all’inizio degli anni cinquanta, scomparso Canella (1847) nelle Gemme d’Arti Italiane si constatava una perdita di originalità e un declino di questo genere. L’influenza del pittore veronese nel dipinto in mostra si evidenzia nell’abilità descrittiva di sapore fiammingo con cui quest’artista anonimo rappresenta ogni dettaglio. Le chiome degli alberi in cui le foglie sono dipinte quasi una a una, la rugosità dei tronchi, i ciottoli lungo le rive del fiume, il sentiero appena accennato che attraversa la piccola radura fino a perdersi nel bosco, le delicate onde del fiume, l’atmosfera serena e cristallina, tutto richiama il limpido stile dei paesaggi di Canella.

Ginevra Agliardi

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA