opere in mostra

Arte etrusca - Hydria etrusca a figure nere

1.1 ARTE ETRUSCA Hydria
1.1 ARTE ETRUSCA Hydria

ARTE ETRUSCA

(fine del VI secolo a.C.)
 

Hydria etrusca a figure nere, fine del VI secolo a.C.
ceramica etrusca a figure nere, ricomposta da frammenti con piccole integrazioni, h 41,6 cm, Ø bocca 19,5 cm, Monza Fondazione Luigi Rovati (già collezione Cambi, inv. 3-39-783)
Esposizioni: 2003, Kassel, Die Etrusker entdeckung im Verborgenen; 2003-2004, Atlanta, The Etruscans an ancient culture revealed; 2007-2008, “Sa Corona Arrubia” di Lunamatrona, Gli Etruschi, Un’antica civiltà rivelata.
Bibliografia: Martera, Pettena, Pietrogrande, Tami 2003a, pp. 124-125; Martera, Pettena, Pietrogrande, Tami 2003b, pp. 124- 125; Martera, Pettena, Pietrogrande, Tami 2007, pp. 124-125.

L’hydria riferibile alla tarda produzione etrusca a figure nere è decorata sulla spalla con due cavalli alati verso sinistra fra elementi vegetali schematizzati. Sul corpo, delimitato ai lati da una decorazione cuoriforme fra due file di punti e inferiormente da palmette inverse ed erette, sono riprodotti al centro un satiro volto a sinistra con le braccia protese verso una menade e un satiro affrontati, dietro alla menade è un cerbiatto; a destra del satiro è un’altra coppia di menade e satiro tra tralci d’uva stilizzati.
La scena rimanda all’ambiente di Dioniso, dio del vino, come indicano i personaggi del suo corteggio: menadi e satiri che partecipano alle danze in suo onore e alla foga sacra che scaturisce dal suo culto.
La scena dipinta potrebbe sembrare atipica su un vaso destinato a raccogliere l’acqua alla fontana, attività caratteristica del mondo femminile e praticata nel corso della giornata per soddisfare i bisogni della vita domestica. L’elemento vitale che distingue l’acqua, tuttavia, attrae ogni individuo del mondo antico, comprese le creature al seguito di Dioniso.
Le scaturigini, le sorgenti, i pozzi sono oggetto di culto dell’entità soprannaturale che attraverso lo zampillare dell’acqua manifesta la propria potenza, anche se in Etruria, come a Roma, essa rimane sempre indeterminata.
Alla sfera delle acque è collegato anche Hercle (Ercole), uno degli eroi più popolari dell’antichità, che in più occasioni appare raffigurato presso una sorgente in atto di riempire un vaso e al suo ambiente è collegato Aplu (Apollo), talvolta contitolare del culto salvifico nello stesso santuario, oppure Acheloo, il dio fluviale, figlio di Oceano e Teti e padre delle Sirene, rappresentato barbato con corna di toro, accostato alle menadi e ai satiri in un nuovo incontro tra vino e acqua che nel cratere venivano miscelati per riempire poi le coppe dei banchettanti.

Giulio Paolucci

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA