opere in mostra

Opere in mostra

 

Bartholomaeus Zeitblom - Battesimo di Cristo

2.1 BARTHOLOMAEUS ZEITBLOM Battesimo di Cristo
2.1 BARTHOLOMAEUS ZEITBLOM Battesimo di Cristo

BARTHOLOMAEUS ZEITBLOM

(Nordlingen, 1455-1460 - Ulma, 1520-1522)
 

Battesimo di Cristo, 1495-1500
olio su tavola, 137 × 71,5 cm, Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AE02085AFC
Esposizioni: 2018, Bruxelles, Cinquantenarie Museum, 24 maggio-30 settembre 2018, Da Tiepolo a Richter, l’Europa che dialoga (senza catalogo).
Bibliografia: A. Rovetta, in Le collezioni 1998, pp. 156-158 n. 60

Non si conoscono le antiche vicende del dipinto, che arrivò nelle collezioni Cariplo a seguito dell’acquisizione dell’Istituto Bancario Italiano. Fu pubblicato nel volume dedicato alle opere d’arte antica appartenenti alla Fondazione Cariplo con il riferimento a Bartholomaeus Zeitblom, artista della Svevia, che operò nell’ambito della Germania meridionale tra Quattro e Cinquecento.
L’attribuzione risulta condivisibile: ci troviamo di fronte all’opera di un artista interessante, che segnò il passaggio tra uno stile ancora gotico a un linguaggio proto rinascimentale, che rivela una maggiore attenzione alla definizione anatomica delle figure e a profili meno marcati, che lo avvicinano, seppur nella particolare cifra compositiva, al linguaggio fiammingo e dell’umanesimo italiano, tanto da portare uno scrittore dell’Ottocento, Justinus Kerner, a definire Zeitblom “Leonardo tedesco”. Di fatto è possibile sostenere che il pittore aprì la strada al Rinascimento tedesco, preparando in qualche modo il terreno agli esiti di Dürer e Grünewald.
La scheda redatta da Alessandro Rovetta evidenzia gli stretti legami con importanti opere del pittore, le ancone di Eschach e di Heerberg, conservate alla Staatsgalerie di Stoccarda e con i pannelli conservati al Louvre. Per questi motivi è possibile ipotizzare che la tavola raffigurante il Battesimo sia stata realizzata negli ultimi anni del Quattrocento.
L’opera si conserva mutila della parte superiore, forse centinata, che avrebbe presentato la figura di Dio Padre, come farebbe intendere la presenza del cartiglio con una parte dell’ultima parola (“placui”) dell’espressione “Hic est Filius meus dilectus, in quo mihi complacui”, fedele citazione del vangelo di Matteo (3,17).

Domenico Sedini

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