opere in mostra

Opere in mostra

 

Bartolomeo Giuliano - Le Villi

1.10 BARTOLOMEO GIULIANO Le Villi
1.10 BARTOLOMEO GIULIANO Le Villi

BARTOLOMEO GIULIANO

(Susa, Torino, 1825 - Milano, 1909)
 

Le Villi, 1906
olio su tela, 85,5 × 127, cm firmato e datato in basso a destra: “B. Giuliano/1906”, Milano, Collezione Fondazione Cariplo - Gallerie d’Italia, Piazza Scala, inv. AH01460AFC
Esposizioni: 1906, Milano, Mostra nazionale, sala XXXVI, n. 5; 2008-2009, Bergamo, Ottocento tra realtà e sogno, s.n.
Bibliografia: Mostra nazionale [1906], p. 102 n. 5; Lucilio 1906, p. 371; Carotti 1908, p. 534; Nella Regia Accademia 1923, p. 24; S. Rebora, in Rebora 1999, pp. 182-183 n. 103; Ottocento tra realtà e sogno 2008, ill. p. 78; P. Segramora Rivolta, in Mazzocca 2011, p. 248 n. XII.188, ill.

Presentata all’Esposizione nazionale di Belle Arti di Milano del 1906 assieme ad altri due dipinti, Sotto l’onda e Al bagno, l’opera si ispira alle figure mitologiche della cultura slava, diffuse attraverso la letteratura europea nel corso dell’Ottocento e divenute celebri con il balletto Giselle del compositore francese Adolphe-Charles Adam: qui le Villi sono gli spiriti di giovani donne morte prima del matrimonio che nelle tenebre della notte si risvegliano per vendicare l’amore tradito. A questo soggetto si ispirò anche Giacomo Puccini nella sua prima opera, Le Villi, su libretto di Ferdinando Fontana, rappresentata per la prima volta al teatro Dal Verme di Milano nel 1884, quindi acquistata dall’editore Giulio Ricordi e messa in scena con alcune modifiche al teatro alla Scala l’anno seguente.
Dall’opera pucciniana prende spunto il pittore, raffigurando sulla tela una scena del secondo atto quando il padre della protagonista Anna invoca le magiche creature per vendicare il tradimento di Roberto, fidanzato della figlia. Gli spiriti femminili sono raffigurati nella vorticosa danza che porterà alla morte l’uomo, secondo un’iconografia ripresa anche in altre opere di simile derivazione letteraria come La danza delle ore di Gaetano Previati (Collezione Fondazione Cariplo), ma che qui rimarca piuttosto la suggestione musicale. Il pittore insiste infatti sull’ambientazione magica data dalla penombra del bosco e dai riflessi lunari che si riverberano sulla superficie del lago sul quale danzano gli spiriti eterei. L’interesse per un soggetto fantastico-allegorico, anche se non frequente nell’arte di Bartolomeo Giuliano, che fu abile esecutore di scene di genere, di paesaggi e di soggetti storici, si ritrova nella sua attività di decoratore per la quale citiamo l’affresco Nascita di Venere, realizzato nel castello dei conti San Martino a Castellamonte, in provincia di Cuneo.

Laura Casone

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