opere in mostra

Bottega lombarda - Coprifonte Battesimale

2.4 BOTTEGA LOMBARD Coprifonte battesimale
2.4 BOTTEGA LOMBARD Coprifonte battesimale

BOTTEGA LOMBARDA

(prima metà del XVII secolo)
 

Coprifonte battesimale, prima metà del XVII secolo
legno di noce scolpito e intagliato con piccole parti metalliche (cardini, serratura) e seta (rivestimento interno), 160 × 84 × 84 cm, Bissone di Santa Cristina, chiesa di San Bartolomeo Apostolo, inv. 9K@0003
Bibliografia: inedito.

Il coprifonte è una sorta di coperchio, per lo più in legno o in metallo, appoggiato sul bordo della vasca contenente l’acqua per la celebrazione del battesimo.
Il suo utilizzo, soprattutto per motivi igienici (“ut nec pulvis, necque ullae aliae sordes in baptisterium penetrent”), è prescritto dal Concilio di Trento, e in Lombardia ha ampia diffusione in seguito alla pubblicazione delle Instructiones fabricae et supellectilis ecclesiasticae di Carlo Borromeo. Alla voce De ciborio (libro I, parte IV, cap. XIX) si descrivono i requisiti del coprifonte. Solo nelle chiese più insigni deve essere lapideo, ma di norma si prevede il legno: deve essere fissato sul bordo della vasca e decentemente ornato e deve potersi aprire in modo che sia visibile la metà del fonte. Poiché, come accade per i grandi tabernacoli, assume forma di tempio, si consiglia di avvalersi della consulenza di un architetto. La costruzione si sviluppa su una base ottagona (o esagona o rotonda, ma anche quadrata, a seconda della vasca sottostante) ed è conclusa da una cupola, o da una copertura piramidale, alla cui sommità deve collocarsi la scultura raffigurante san Giovanni Battista. Il tutto poi deve poi essere protetto con una tela, preferibilmente seta, di colore bianco, che è il colore del battesimo.
Nella diocesi di Pavia si contano oltre una decina di coprifonti in legno a forma di tempio (Alberone, Battuda, Bereguardo, Bissone, Castel Lambro, Fossarmato, Landriano, Pieve Porto Morone, Vigonzone, Villareggio, Zibido al Lambro). Per Bissone è utile ricordare che, come il vicino centro di Santa Cristina, nel Cinquecento era in diocesi di Milano e che Carlo Borromeo in persona vi compiva un sopralluogo il 22 novembre 1577 (cfr. Visita Pastorale in Archivio della Curia di Milano). Il coprifonte di Bissone risulta perfettamente aderente alle prescrizioni conciliari: a pianta ottagona, presenta nella parte inferiore otto specchiature scandite da angeli- cariatide che reggono un cornicione ionico a ovuli, al di sopra del quale si innesta un triplo attico ottagono a sezioni digradanti fino all’innesto della cupola a otto spicchi, sulla quale una pseudolanterna è il basamento della piccola statua di Giovanni Battista. Il prospetto principale è valorizzato da una decorazione più ricca, sia nelle modanature della specchiatura, sia nell’attico intermedio con cherubino e festone di frutta, sia nel soprastante piccolo timpano interrotto superiormente a contenere una doppia voluta.
L’anta centrale, che fa corpo con la specchiatura di destra, coincide con l’apertura necessaria per l’utilizzo del fonte; l’interno è interamente foderato di seta bianca (attribuibile a un intervento di restauro), ed è chiuso da un “soffitto” orizzontale che esclude lo spazio della cupola. Destinato presumibilmente, fin dalla primitiva collocazione, a un fonte battesimale posto vicino al muro (come ancora oggi) il coprifonte non è completato, dal punto di vista della decorazione, nella parte posteriore che non risulta visibile.

Luisa Erba

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA