opere in mostra

Friedrich Lose, da un disegno di Sanquirico - Festa per l'inaugurazione del Naviglio

4.2 FRIEDRICH LOSE Festa per l’inaugurazione del Naviglio pavese
4.2 FRIEDRICH LOSE Festa per l’inaugurazione del Naviglio pavese

FRIEDRICH LOSE

(Görlitz, 1776 - Milano, 1833)
 

Festa per l’inaugurazione del Naviglio pavese, 1819
acquaforte e acquatinta, 220 × 300 mm (impronta 207 × 294 mm), Pavia, Musei Civici, inv. SPC 166
Bibliografia: Zatti 1994, p. 223; Micheli, Nicolini 2001, p. 132; De Lotto 2008, p. 19 fig. 2.

La stampa è opera dell’incisore di origini tedesche Friedrich Lose, che insieme alla moglie Carolina von Schlieben dal 1805 avviò a Milano in contrada San Damiano 299 un’attività di editore e tipografo, dando alle stampe pregevoli edizioni illustrate, prevalentemente dedicate alle bellezze artistiche e naturalistiche lombarde (Squara 2004).
Nell’incisione in esame, Lose traduce un disegno del pittore milanese Alessandro Sanquirico (1777-1849), scenografo del teatro alla Scala dal 1817 e ideatore della maggior parte degli apparati effimeri allestiti nella Milano napoleonica e asburgica in occasione dei più prestigiosi eventi celebrativi pubblici (Crespi Morbio 2019).
Per l’inaugurazione del Naviglio, avvenuta a Pavia il 16 agosto del 1819 alla presenza dell’arciduca Ranieri, viceré del Regno Lombardo-Veneto e fratello dell’imperatore Francesco II, Sanquirico fu incaricato della regia di alcuni apparati scenografici, che la stampa in esame restituisce con esattezza. In prossimità delle conche del nuovo Naviglio, fuori porta Santa Giustina, lo scenografo progettò un monumento (visibile a sinistra) costituito da un basamento a quattro facce, ciascuna decorata con le raffigurazioni dei maggiori fiumi lombardi, e sormontato da una colonna con la statua del Genio delle Arti; dirimpetto, sulla sponda opposta del corso d’acqua, fece allestire un piccolo tempio classico tappezzato di sete cinesi e arredato con poltrone di velluto. I festeggiamenti si conclusero la sera in città presso il teatro dei Quattro Nobili Cavalieri, dove fu ambientata una cantata (intitolata L’omaggio più grato) che aveva per protagonista la personificazione del fiume Ticino, con scene dello stesso Sanquirico (Zatti 1994, p. 223).
L’iscrizione didascalica che occupa il margine inferiore del foglio ricorda che il viceré fu accompagnato nella visita da Carlo Parea, ispettore generale delle acque e delle strade e ingegnere capo del Dipartimento dell’Olona, a cui Napoleone aveva affidato la direzione dei lavori del Naviglio pavese sin dal 1807 (Sandri 2003, p. 79).

Lorenzo Mascheretti

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