opere in mostra

Opere in mostra

 

Giovanni Antonio Emanueli - Bagnante sorpresa

1.8 GIOVANNI ANTONIO EMANUELI Bagnante sorpresa
1.8 GIOVANNI ANTONIO EMANUELI Bagnante sorpresa

GIOVANNI ANTONIO EMANUELI

(Brescia, 1817 - Milano, 1894)
 

Bagnante sorpresa, 1887
marmo, 130 × 45 × 48 cm, firmato e datato sulla base: “bagnante sorpresa/cav. emanueli 1887 milano”, Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. FCIP 0016.
Bibliografia: P. Zatti, in Rebora 1999, pp. 152-153 n. 75.

“La scultura italiana all’Esposizione di Vienna riportò la palma sopra tutte le nazioni […]. Giovanni Emanueli, di Milano, espose due opere: una elegante fontana […] ed una Sorpresa. Questo soggetto non è nuovo: staremo per dire che non v’ha Esposizione senza la solita donna che, sorpresa all’uscir dal bagno, si volge spaurita e cerca di coprire le nude membra con una fretta che raggiunge l’intento opposto, e lascia campo all’ammirazione di scrutarne i segreti del bel corpo. In questa stessa galleria delle statue ne troviam parecchie […]. Per riuscire quindi a fare una Sorpresa che possa attirare e trattenere l’attenzione dei riguardanti, è necessario passare quei confini assegnati alla mediocrità, nella quale nascono e muoiono, dopo la vita delle rose, i soggetti comuni. E questo appunto è il merito dell’Emanueli” (“L’Esposizione Universale”, n. 16, 1873, p. 125, ill.).
Con queste parole l’anonimo recensore della dispensa illustrata edita in occasione dell’Esposizione Universale di Vienna del 1873 commentava l’opera di Giovanni Antonio Emanueli che, in quell’importante rassegna internazionale, riceveva in premio la medaglia al merito. La Sorpresa, riprodotta in incisione sulla succitata rivista, fu replicata dall’autore nella versione qui esposta, anch’essa scolpita in marmo bianco, ma datata 1887.
Originario di Brescia, trasferitosi a Milano nel 1842, Emanueli si era imposto all’attenzione del pubblico e della critica prima con Il pifferaio, presentato all’Esposizione di Belle Arti di Brera nel 1876 e all’Esposizione Universale di Parigi nel 1878, e poi con Sorriso di compiacenza apparso alla IV Esposizione Nazionale di Torino del 1880, opere che riscossero un notevole successo, testimoniato anche dalle numerose riproduzioni in incisione apparse sulla pubblicistica.
Con questi soggetti di genere lo scultore sperimentò un personale linguaggio artistico, nel quale la solida matrice classicista degli esordi si rinnovava sulle istanze naturaliste della scuola di scultura milanese, accostandosi alle ricerche di Alessandro Puttinati, Francesco Barzaghi, Giovanni Strazza. Nella Bagnante sorpresa, in particolare, Emanueli raggiunge un virtuosismo tecnico nella trattazione del marmo che gli consente di tradurre la delicatezza dell’epidermide femminile, come pure i raffinati dettagli della stoffa e dell’erba. Il carattere aneddotico impresso al soggetto, che propone il momento in cui la donna lascia cadere la veste e si volta di lato sorpresa dall’arrivo di qualcuno, rientra in un repertorio di genere molto richiesto dalla committenza e per questo riproposto in diverse repliche e varianti fino all’ultimo decennio del secolo.
L’opera in mostra è giunta all’attuale proprietà con l’acquisto di palazzo Melzi d’Eril, oggi sede della Fondazione Cariplo, fatto erigere in forme neoclassiche tra il 1805 e il 1810 da Francesco Melzi d’Eril, II duca di Lodi, e interamente rimodernato tra il 1841 e il 1847 dall’architetto Giacomo Moraglia.

Elena Lissoni

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