opere in mostra

Opere in mostra

 

Riccardo Pellegrini - Il ponte medioevale sul Ticino a Pavia

4.5 RICCARDO PELLEGRINI Il ponte medievale sul Ticino a Pavia
4.5 RICCARDO PELLEGRINI Il ponte medievale sul Ticino a Pavia

RICCARDO PELLEGRINI

(Milano, 1863 - Crescenzago, Milano, 1934)
 

Il ponte medievale sul Ticino a Pavia, 1900-1915
olio su tela, 70 × 131 cm, firmato in basso a destra: “Riccardo/Pellegrini”; sul verso, sulla tela a sinistra: “Riccardo/Pellegrini”; a destra: “Il ponte medievale sul Ticino a Pavia”, Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AH01722AFC
Esposizioni: 1926, Milano, Riccardo Pellegrini, n. 1; 2010, Pavia, Da Hayez a Sironi, n. 9; 2017-2018, Legnano, Il Dialogo Infinito, n. 17.
Bibliografia: Riccardo Pellegrini 1926, p. 13 n. 1; S. Rebora, in Le collezioni d’arte 1999, pp. 296-297 n. 197; Da Hayez a Sironi 2010, p. 34 n. 9, ill. p. 35; Il Dialogo Infinito 2017, pp. 60-61 n. 17.

L’opera ritrae un panorama di Pavia con il Ponte coperto (detto anche Ponte vecchio), ripreso dalla riva del quartiere di Borgo Ticino. La veduta, ampliata in una visione grandangolare, è arricchita da numerosi dettagli che guidano lo spettatore dal primo piano, con le figure delle lavandaie, fino all’argine opposto, dove si distinguono, a sinistra, il duomo e la torre civica (ora non più esistente) e, a destra, una delle torri del castello visconteo. Il dipinto è caratterizzato da una trama pittorica di pennellate ricche e corpose che definiscono il primo piano, e nei piani mediani fino all’orizzonte da una stesura più fluida e sciolta che restituisce i riflessi delle acque del fiume e la trasparenza del cielo in lontananza. Una sperimentazione di matrice naturalista che si ritrova anche nel vasto paesaggio Quiete invernale, esposto in occasione della mostra postuma di Pellegrini allestita presso la Galleria della Rotonda a Milano nel giugno del 1935.
A partire dal 1890 e fino al 1920 il soggetto era stato replicato in innumerevoli versioni anche dal paesaggista Ezechiele Acerbi, specializzatosi in una vasta produzione di vedute fluviali e cittadine di grande successo commerciale, tra le quali Veduta di Pavia, con il Nano del Ponte (Pavia, Musei Civici) e Il Ponte coperto sul Ticino (Pavia, Musei Civici), quest’ultimo affine nel taglio prospettico al dipinto in mostra a tal punto da costituirne forse il modello. La duratura fortuna del soggetto è attestata dalle numerose repliche e varianti realizzate fino agli anni trenta dagli artisti che si erano formati presso la Civica Scuola di Pittura di Pavia, come documentano Ponte vecchio di Riccardo Viriglio (cat. 4.6), Il Ponte vecchio con lavandaie di Mario Acerbi, figlio di Ezechiele (anch’esso nella Collezione di Fondazione Cariplo), e il Panorama di Pavia con le lavandaie di Contardo Barbieri (1920 circa, collezione privata).
A questa produzione più tarda è accostabile l’opera qui esposta, presentata alla mostra personale dell’artista allestita nel 1926 presso le sale della Bottega di Poesia a Milano, insieme a Sulle rive del Ticino, Lavandaia a Pavia, Lavandaie sul Ticino, tutte eseguite al rientro del pittore da un lungo viaggio attraverso l’Europa che lo condusse in Spagna, a Parigi e, infine, a Londra (nel 1912), dove si affermò come illustratore di rilievo internazionale.
In occasione di questi soggiorni Pellegrini definì il proprio repertorio tematico, specializzandosi in una vasta produzione di scene di genere contraddistinta da un tono disimpegnato e da soggetti piacevoli. La stessa vivacità narrativa ricorre anche nell’episodio delle lavandaie al lavoro nel dipinto in mostra e, tra gli altri, in Cortile rustico (Bergamo, Accademia Carrara), Mercato di fiori in Spagna (Piacenza, Galleria d’Arte moderna Ricci Oddi), e in Domenica all’aperto (Pavia, Musei Civici).

Elena Lissoni

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA