opere in mostra

Opere in mostra

 

Barbieri Contardo - Baite di Caspoggio

CONTARDO BARBIERI   Baite di Caspoggio
CONTARDO BARBIERI Baite di Caspoggio

CONTARDO BARBIERI

(Broni, Pavia, 1900 - Milano, 1966)
 

Baite di Caspoggio, 1929
olio su tavola, 35 x 44 cm firmato e datato in basso a sinstra: “C. Barbieri VII” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI00310AFC
Esposizioni: 2016, Lecco, Natura e città, s.n. Bibliografia: Tesori d’arte 1995, ill. n. 681, p. 355; L. Lecci, in Le collezioni d’arte 2000, pp. 49-50, n. 13; Natura e città 2016, pp. 36-37.

L’opera è entrata nella Collezione della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde nel 1958, insieme con Paesaggio alpino (cat. 39), entrambe provenienti da una raccolta privata. I due dipinti, datati 1929, si collocano nel momento della completa aff ermazione di Contardo Barbieri sulla scena artistica milanese, in coincidenza con la sua partecipazione alla Seconda Mostra del Novecento Italiano e alla II Mostra d’Arte del Sindacato Regionale Fascista delle Belle Arti di Lombardia, allestite rispettivamente in marzo e novembre presso il palazzo della Permanente. Premiato con la medaglia d’argento all’Esposizione Internazionale d’Arte di Barcellona per il dipinto Sorelle, l’artista partecipa alle rassegne milanesi con due coppie di paesaggi suscitando immediatamente l’interesse della critica. L’opera qui esposta, in particolare, rivela stringenti affi nità nel soggetto e nella composizione con Paesaggio alpestre, riprodotto nel catalogo della Mostra d’Arte del Sindacato. Questa veduta di Caspoggio, piccolo paese della Valmalenco in provincia di Sondrio, si contraddistingue per l’adozione di un’inquadratura ravvicinata, con le baite in primo piano contro lo sfondo montuoso che chiude lo spazio visivo in lontananza. L’artista muove dallo studio dal vero del luogo e, in particolare, dei decisi contrasti chiaroscurali per raggiungere una visione sintetica e semplifi cata del paesaggio sulla suggestione delle coeve ricerche di Arturo Tosi, tra i fondatori del gruppo Novecento Italiano. A quest’ultimo è riconducibile, inoltre, la condotta pittorica libera e sciolta e l’adozione di una materia ricca e pastosa di matrice naturalista.

Elena Lissoni

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