opere in mostra

Opere in mostra

 

Barbieri Contardo - Paesaggio alpino

CONTARDO BARBIERI   Paesaggio alpino
CONTARDO BARBIERI Paesaggio alpino

CONTARDO BARBIERI

(Broni, Pavia, 1900 - Milano, 1966)
 

Paesaggio alpino, 1929
olio su tela, 70 x 87,5 cm firmato e datato in basso a destra: “Contardo Barbieri 1929 / VII” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI00309AFC
Esposizioni: 1995-1996, Milano, Arte a Milano, s.n. Bibliografi a: Arte a Milano 1995, p. 311, ill. p. 234; Guarnaschelli 1995, pp. 16-17, ill., n. 131; L. Lecci, in Le collezioni d’arte 2000, pp. 48-49, n. 12 (fotografi a pubblicata in controparte).

L’opera, insieme con Baite di Caspoggio (cat. 38), è entrata nella Collezione della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde nel 1958, proveniente da una raccolta privata. Entrambi i dipinti, datati 1929, appartengono a una folta serie di paesaggi, tra i quali anche Valli orobiche, eseguita in previsione della partecipazione dell’artista alla Seconda Mostra del Novecento Italiano e alla II Mostra d’Arte del Sindacato Regionale Fascista delle Belle Arti di Lombardia a Milano. Rispetto alle opere esposte e riprodotte nei cataloghi delle rassegne, Paesaggio alpino si distingue per una condotta pittorica più sciolta, per una maggiore attenzione al dato naturale e per una gamma cromatica ricca e luminosa, giocata sui toni del verde e dell’azzurro. La composizione è rigorosamente studiata sulle linee prospettiche dei profi li dei monti convergenti verso la baita, dalla quale proviene la contadina che percorre il sentiero spezzando l’atmosfera solitaria del luogo. Barbieri si dedicò al paesaggio a partire dai primi anni venti, come attestano il Panorama di Pavia con le lavandaie (circa 1920, collezione privata) e Veduta del lago Maggiore (circa 1922, collezione privata), ottenendo il riconoscimento della critica fi n dal suo esordio con Appennino lombardo all’Esposizione Nazionale d’Arte, allestita nel 1927 presso il palazzo della Permanente di Milano. Alle prime prove di chiara matrice naturalista succede una produzione di vedute di grande successo espositivo, contraddistinte da un’atmosfera sospesa e da una sintesi di forme e volumi in stretta adesione alle istanze di Novecento Italiano, tra le quali Colline e paese presentata nel 1932 alla XVIII Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia.

Elena Lissoni

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