opere in mostra

Opere in mostra

 

Cascella Michele - Pioppi

Cascella Michele   Pioppi
Cascella Michele Pioppi

MICHELE CASCELLA

(Ortona, Chieti, 1892 - Milano, 1989)
 

Pioppi, 1930
pastello su carta, 55 x 45 cm fi rmato in basso “Cascella M” Verbania, Museo del Paesaggio
Bibliografi a: Bonini 1968.

Un’opera come i Pioppi segna per Michele Cascella l’inizio di una nuova stagione espressiva. Nel 1920 l’artista si era trasferito a Milano e aveva visto da vicino il Novecento Italiano, che stava prendendo forma in quel periodo. Anche se non vi aveva aderito, la decisa volumetria di Funi e compagni e, più in generale, la vocazione architettonica dell’arte dell’epoca avevano lasciano una traccia nella sua pittura, rendendola più corposa rispetto agli esiti precedenti. Questo momento si esaurisce appunto con la fi ne del decennio, quando fra l’altro Cascella compie un breve viaggio a Londra (1929), a Roma (1931) e soprattutto si trattiene spesso a Parigi. La struttura delle sue opere cambia, assumendo una fi sionomia più lieve e volatile. Cascella torna cioè a quella pittura fi lamentosa, memore di Previati, che aveva praticato nel primo dopoguerra. I pioppi, eseguito intorno al 1930, è un esempio evidente del suo nuovo stile. Qui il tronco, cioè l’elemento potenzialmente più volumetrico, si riduce a una striscia screziata di colore, mentre protagonista dell’opera è la chioma vaporosa degli alberi, non diversa dalla distesa molle del terreno e da quella ovattata del cielo. Cascella dipinge un mondo formato non da masse solide, ma da soffi ci matasse di colore, in una ripresa epigonale del divisionismo. È un eff etto di alleggerimento trasognato, acuito qui anche dalla tecnica morbida del pastello. “I pastelli – ha scritto lui stesso – hanno sempre esercitato in me un fascino particolare, quasi un potere suggestivo. Mi hanno più volte indotto, non so bene dire, a sognare, ad uscire dalla realtà, per raggiungere uno stato di intima astrazione non meno concreta e viva” (Cascella 1969, p. 89).

Elena Pontiggia

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