opere in mostra

Opere in mostra

 

Fragiacomo Pietro - Armonie Verdi

PIETRO FRAGIACOMO   Armonie verdi
PIETRO FRAGIACOMO Armonie verdi

PIETRO FRAGIACOMO

(Pirano d’Istria, 1856 - Venezia, 1922)
 

Armonie verdi, 1920
olio su tavola, 78,5 x 117,5 cm firmato in basso a destra: “Piero Fragiacomo”; al verso, sul telaio, in basso a destra e al centro a sinistra etichetta a stampa con numero: “237”; sulla tavola, in alto a sinistra, etichetta cartacea a stampa della XII Esposizione Internazionale d’arte di Venezia con iscrizione a penna: “Armonie verdi / [Proprietà] dell’autore” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AH01551AFC
Esposizioni: 1920, Venezia, XII Esposizione Internazionale, sala 29, n. 13; 1996, Trieste, Galleria Lloyd Adriatico, Pietro Fragiacomo, il poeta della laguna (senza catalogo); 2017, Cremona, Lo sguardo sul mondo, n. 34. Bibliografi a: XII Esposizione Internazionale [1920], p. 83, n.13; Dodicesima Esposizione [1920], s.p.; Sapori 1920, p. 25; Campopiano 1996, p. 22, tav. 77 e p. 126; S. Rebora, in Le collezioni d’arte 1999, p. 171, n. 90.

Il dipinto viene presentato nel 1920 alla XII Esposizione internazionale d’arte della città di Venezia insieme a Canale della Giudecca, quest’ultimo pubblicato sul mensile “Emporium” nell’articolo che recensisce la mostra. In occasione dell’esposizione l’opera è acquistata da Pio Crespi. Nipote di Benigno (Busto Arsizio, 1848 - Torino, 1910), tra i principali imprenditori dell’industria cotoniera in Italia, Pio Crespi si trasferisce in Texas, negli Stati Uniti, per proseguire l’attività di famiglia occupandosi del commercio di prodotti tessili italiani. Attivo anche nel campo dell’editoria, finanzia nel 1922 la pubblicazione del “Corriere d’America”. All’esposizione del 1920 Crespi acquista con Armonie verdi altre dieci opere, tra le quali Primavera di Antonio Mancini, Il viale degli oleandri di Plinio Nomellini, Quiete domestica di Vincenzo Irolli e Il sentiero di Arturo Tosi. La sua collezione d’arte, o parte di essa, giunge probabilmente due decenni dopo nella sontuosa villa di Preston Hollow, costruita nel 1939 e ancora oggi esistente. Il dipinto appartiene alla tarda produzione di Fragiacomo, quando l’artista si allontana dalla pittura di paesaggio condotta dal vero in favore di un’interpretazione in chiave simbolista della natura. I fermenti culturali degli inizi del secolo e il circolare delle idee d’oltralpe, legate in particolare alla Secessione viennese, caratterizzano l’ambiente artistico veneziano che accoglie alla Biennale protagonisti internazionali come Gustav Klimt, con i quali i pittori italiani hanno modo di confrontarsi. All’Esposizione internazionale d’arte di Venezia del 1910 – dove Klimt è presente con una personale – Fragiacomo espone un soggetto molto simile a questo, Le armonie del silenzio (ubicazione ignota), dove uno dei tanti canali che attraversano la laguna veneta nei pressi del delta del Po ripiega verso sinistra, chiuso all’orizzonte da fi lari di pioppi; in Armonie verdi gli alberi si diradano verso il centro, facendo scorgere alcuni casolari di pescatori. In entrambe le opere, il titolo rimanda, secondo la poetica simbolista, alla suggestione musicale evocata dalla natura. I vari accordi cromatici dal giallo al bruno, fi no alle diverse tonalità del verde, assieme al gesto pittorico che è vibrante nelle chiome degli alberi e ai lunghi tocchi nei rifl essi sull’acqua, dimostrano una personale interpretazione della pittura d’oltralpe. Sebbene tale riflessione sui temi del Simbolismo appaia attardata nel secondo decennio del secolo, essa è presente nell’opera di Fragiacomo sin da anni precedenti, come dimostra il dipinto I pioppi (1912, Piacenza, Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi) che ricorda, nell’impianto compositivo e nell’iconografi a, il Viale nel parco del castello di Kammer di Gustav Klimt (circa 1912, Vienna, Österreichische Galerie).

Laura Casone

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