opere in mostra

Opere in mostra

 

Gnecchi Francesco - Fondo Toce (Lago Maggiore)

FRANCESCO GNECCHI   Fondo Toce (Lago Maggiore)
FRANCESCO GNECCHI Fondo Toce (Lago Maggiore)

FRANCESCO GNECCHI

(Milano, 1847 - Roma, 1919)
 

Fondo Toce (Lago Maggiore), 1884
olio su tela, 75,5 x 149 cm firmato e datato in basso a destra: “Franco Gnecchi / 1884” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. FCIP 0089
Esposizioni: 1884, Torino, Esposizione Nazionale, n. 998; 2017, Novara, Sentieri di luce, n. 45. Bibliografi a: Catalogo della Esposizione 1884, p. 39; S. Rebora, in Le collezioni d’arte 1999, p. 184, ill., n. 104; E. Lissoni, in Da Canova a Boccioni 2011, pp. 239-240, n. XI.164.

Imprenditore, numismatico e pittore, Francesco Gnecchi partecipò all’Esposizione Nazionale di Torino del 1884 con due vedute del lago Maggiore, rispettivamente dedicate a Riviera e a Fondo Toce. L’opera in mostra è forse identifi cabile con quest’ultima, dal momento che ritrae una vista della sponda occidentale del lago tra Baveno e Pallanza verso Fondo Toce, oggi riserva naturale. Il punto focale della composizione coincide con la foce del fiume, a cui viene conferito il massimo risalto attraverso l’adozione di un punto di vista leggermente rialzato. L’ampio paesaggio con il Sempione sullo sfondo si articola attraverso la successione di piani paralleli che degradano lentamente e acquistano profondità grazie al cielo che sfuma in lontananza in una foschia indistinta, in contrasto con la vista limpida e tersa del primo piano. L’artista propone un panorama molto apprezzato dagli esponenti del naturalismo lombardo e piemontese, più volte rappresentato da Eugenio Gignous, Filippo Carcano e Uberto Dell’Orto. A quest’ultimo Gnecchi fu legato da intima amicizia e verosimilmente i due pittori si recavano insieme a dipingere dal vero sul lago, dove entrambi disponevano di una residenza estiva, condividendo l’interesse per i valori luministici e atmosferici del paesaggio. Nel ricco repertorio di vedute del lago Maggiore, l’opera in mostra si distingue per una pennellata condotta a brevi tratti, ancora descrittiva, e per un gusto aneddotico dei dettagli che animano e vivacizzano la scena, tra i quali la donna e la carrozza che percorrono il sentiero sulla destra e le caratteristiche imbarcazioni che solcano le acque calme del lago.

Elena Lissoni

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