opere in mostra

Opere in mostra

 

Gola Emilio, Colline in Brianza

EMILIO GOLA   Colline in Brianza (Paesaggio brianzolo; La vallata; Dal sagrato)
EMILIO GOLA Colline in Brianza (Paesaggio brianzolo; La vallata; Dal sagrato)

EMILIO GOLA

(Milano, 1851-1923)
 

Colline in Brianza (Paesaggio brianzolo; La vallata; Dal sagrato), 1915-1920
olio su tela, 80 x 125,5 cm firmato in basso a destra: “E. Gola”; sul verso sulla tela schizzo a carboncino di chiesa con sagrato; sul telaio a destra etichetta cartacea a stampa: “proprietà rosetta varenna gussoni”; a biro: “Banca Rosenberg”; etichetta cartacea a stampa: “galleria milano / via croce rossa, 6 / milano febbraio 1932/2900”; sul telaio a sinistra: “galleria milano […] / 1/7/931 n. 939”; etichetta cartacea a penna: “35”; etichetta cartacea a stampa: “mostra retrospettiva delle [opere di] / Emilio Gola / alla Galleria Milano / dicembre 1929”; timbro: “E.M. Varenna / Via A. Manzoni 14”. Milano, Collezione Cariplo, inv. AH00901
Esposizioni: 1929, Galleria Milano, Mostra retrospettiva delle opere di Emilio Gola, dicembre 1929, s.n. (senza catalogo); 1931, Milano, Galleria Milano, n. 939 (senza catalogo); 1932, Milano, Galleria Milano, febbraio, n. 2900 (senza catalogo); 1989, Milano, Emilio Gola, n. 47; 2010, Pavia, Da Hayez a Sironi, n. 12; 2017, Cremona, Lo sguardo sul mondo, n. 33. Bibliografi a: Nicodemi 1929, n. 44, tricromia s.n. (tra le tavv. LVI-LVII); N. Colombo, in Emilio Gola 1989, p. 86, n. 47; Bellati 1994, pp. 114, 192; Tesori d’arte 1995, p. 264, n. 507; S. Rebora, in Le collezioni d’arte 1999, p. 188, n. 108 (ripub. in Da Hayez a Sironi 2010); S. Rebora, in Da Hayez a Sironi 2010, p. 40, n. 12.

Il dipinto è riprodotto in tricromia con il titolo Colline in Brianza nel catalogo della vendita all’asta della collezione A. Gignous & D. A., tenuta presso la Galleria Milano nel novembre del 1929. Dal testo introduttivo di Giorgio Nicodemi non è tuttavia possibile stabilire con esattezza se l’opera rientrasse nel lotto di proprietà del nipote del pittore Eugenio Gignous o se appartenesse all’altro lotto in vendita contrassegnato dalle sole iniziali “D.A.” del proprietario. Le etichette sul telaio del dipinto ne attestano la presenza all’importante mostra commemorativa dedicata a Emilio Gola nel dicembre del 1929, presso la Galleria di Milano, e ad altre due successive esposizioni con vendita, di minor rilievo, non accompagnate da catalogo e non menzionate dalla pubblicistica, tenute nello stesso spazio espositivo nel 1931 e nel febbraio 1932. Transitata nella collezione di Rosetta Varenna Gussoni, l’opera è riapparsa sul mercato antiquario nel 1968 presso la Galleria Geri di Milano, dove è stata acquistata dalla Cassa di Risparmio delle Province Lombarde. Una recente ipotesi critica ha proposto di identifi care il luogo rappresentato nel piazzale antistante la chiesa di San Biagio di Mondonico a Olgiate Molgora, località molto amata dall’artista, che vi trascorreva diversi mesi all’anno nella villa di famiglia. L’ipotesi è supportata sia dall’iscrizione autografa “Dal sagrato” tracciata sul telaio, sia dallo schizzo a carboncino sul verso della tela con la veduta dell’edificio, lo stesso che compare anche in altri dipinti dell’artista, tra i quali Villaggio sotto la neve (Milano, Collezione Banca Intesa). Emilio Gola si lascia alle spalle la bella architettura antica della chiesa che proietta la sua ampia ombra in primo piano, e dall’altura volge lo sguardo al di là del sagrato, verso la distesa delle colline che sfumano in lontananza; in questo modo rovescia la tradizione ottocentesca della veduta prospettica per realizzare uno straordinario esempio di pittura di paesaggio. La semplificazione delle forme avviata fin dal 1910, la tecnica pittorica larga e sciolta, insieme all’indagine dei rapporti ombra-luce che contribuiscono a costruire la composizione per larghe masse, permettono di collocare l’opera poco dopo il 1915. Attorno a queste date prende avvio l’ultima produzione dell’artista, che raggiunge esiti di grande modernità e libertà espressiva nello studio del colore e della luce, come dimostrano anche Paesaggio brianzolo con pioppi (cat. 15) e Meriggio, ugualmente nella Collezione di Fondazione Cariplo.

Elena Lissoni

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