opere in mostra

Opere in mostra

 

Gola Emilio - Paesaggio brianzolo

EMILIO GOLA   Paesaggio brianzolo con pioppi
EMILIO GOLA Paesaggio brianzolo con pioppi

EMILIO GOLA

(Milano, 1851-1923)
 

Paesaggio brianzolo con pioppi, 1915-1920
olio su cartone, 93 x 69 cm firmato in basso a sinistra: “E. Gola”; sul telaio in alto etichetta cartacea mutila a inchiostro: “12”; etichetta Galleria di Milano, mutila: “840”; etichetta “mostra retrospettiva delle [opere di] / Emilio Gola / alla Galleria Milano / dicembre 1929” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. FCIP 0092
Esposizioni: 1929, Milano, Galleria Milano, Mostra retrospettiva delle opere di Emilio Gola, s.n. (senza catalogo); 1989, Milano, Emilio Gola, n. 50; 2017-2018, Legnano, Il dialogo infi nito con la natura, n. 13. Bibliografi a: N. Colombo, in Emilio Gola 1989, p. 88, ill., n. 50 (Paesaggio brianzolo con pioppi); Bellati 1994, p. 189, ill. n. 11, p. 99 (Paesaggio brianzolo con pioppi); Tesori d’arte 1995, p. 264, n. 508, ill. (Il cipresso); S. Rebora, in Le collezioni d’arte 1999, pp. 188-190, ill., n. 109; Ottocento tra realtà e sogno 2008, ill. p. 75.

Una recente ipotesi critica ha erroneamente identificato l’opera con Il cipresso che le riviste dell’epoca ricordano esposto in occasione della Mostra retrospettiva delle opere di Emilio Gola allestita presso la Galleria di Milano nel 1929, insieme a Spiaggia di Alassio, Autoritratto e il Ritratto di giovane donna della collezione Gussoni. Come dimostra l’etichetta sul retro, anche il dipinto qui esposto figurava a questa importante rassegna, che a sei anni dalla scomparsa dell’artista ne riavviava il recupero critico in area milanese, dopo la personale dedicatagli all’Esposizione Internazionale d’arte della Città di Venezia nel 1926. L’opera, tuttavia, non può essere identificata con Il cipresso ricordato dalle fonti, dal momento che l’imponente sagoma dell’albero che s’innalza verso il cielo all’estrema destra della scena è certamente un pioppo, spesso impiegato in lunghi filari per separare i poderi nelle campagne lombarde. Confermerebbe quest’ipotesi anche il titolo, Paesaggio brianzolo con pioppi, con il quale l’opera figurava alla mostra antologica dedicata all’artista nel 1989 presso Palazzo Reale a Milano. Il motivo del grande albero solitario offre al pittore uno spunto per soffermarsi sullo studio della composizione: insistendo nella ripresa degli stessi temi, Gola raggiunge un sottile equilibrio nella disposizione delle masse orizzontali e verticali, conferendo il massimo risalto alla sagoma del pioppo che sovrasta tutti gli elementi, contro il cielo mutevole, azzurro e profondo, solcato dalle nuvole. L’errore attributivo forse nasce dalle stringenti analogie che collocano l’opera in relazione con il dipinto intitolato Il cipresso del 1911 (Milano, già in collezione Setmani), presentato nel 1926 all’Esposizione Internazionale della Città di Venezia, nel quale ritorna il motivo dell’albero isolato, la struttura compositiva per ampie masse giustapposte e la pennellata franta e riassuntiva. Fin dal 1905 il cipresso diventò un motivo iconografico ricorrente nella pittura di paesaggio di Emilio Gola, che si soffermò sullo studio dal vero di questi alberi nel suo giardino nella villa di Olgiate Molgora, “Il Buttero”, come in Brianza-Nevicata (già in collezione Davide Botto) e ne Il cipresso (ubicazione sconosciuta) presentato alla Galleria Principe di Milano nel 1961, adottando inizialmente una pennellata descrittiva e un deciso contrasto chiaroscurale. La maggiore libertà del gesto pittorico, soprattutto nella cromia vivace della campagna, e l’accentuata sintesi formale sembrerebbero suggerire per l’opera in collezione una datazione più tarda, attorno al 1915. La fortuna duratura del tema, inoltre, è attestata dal dipinto a olio intitolato Il pioppo e presentato dall’artista alla Mostra di alcune opere inedite di Emilio Gola, organizzata a Milano nelle sale di bottega di Poesia nel 1923, pochi mesi prima della sua scomparsa.

Elena Lissoni

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