opere in mostra

Opere in mostra

 

Lilloni Umberto - Paesaggio di Lavagna

UMBERTO LILLONI   Tramonto sul mare
UMBERTO LILLONI Tramonto sul mare

UMBERTO LILLONI

Milano, 1898-1980)
 

Tramonto sul mare, 1934
olio su tela, 60 x 70 cm firmato in basso a destra: “Lilloni” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI02074AFC
Esposizioni: 1934, Milano, Galleria Milano, La Settimana dell’Arte dell’Ambrosiano (6-11 febbraio, senza catalogo); 1999, Genova, n. 98; 2010, Pavia, Da Hayez a Sironi, n. 22; 2016, Lecco, Natura e città, s.n. Bibliografi a: La Settimana dell’arte 1934, p. 3; Tesori d’arte 1995, p. 422, ill. n. 844; L. Lecci, in Scoperta del mare 1999, p. 226, ill. n. 58, p. 190; S. Fontana, in Le collezioni d’arte 2000, pp. 181-182, ill. n. 163 (ripubb. in Da Hayez a Sironi 2010); Rebora 2001, p. 8, ill. p. 10; Da Hayez a Sironi 2010, p. 60, ill. p. 61, n. 22; Natura e città 2016, pp. 48-49.

Come indicato su un’etichetta sul retro, il dipinto fu esposto alla Galleria Milano in occasione della Settimana dell’arte de L’Ambrosiano. Per “richiamare simpatia e solidarietà verso gli artisti […] e chiedere il contributo concreto dei cittadini”, il quotidiano milanese organizzò una mostra aperta dal 6 al 14 febbraio 1934. Fu formato un comitato esecutivo composto da collaboratori e intellettuali come Carlo Carrà, Raffaello Giolli, Alberto Savinio e Lamberto Vitali e, al termine dell’esposizione, venne organizzata un’asta sostenuta con annunci e articoli pubblicati sul giornale. Delle trecento opere raccolte ne furono vendute soltanto poche, a prezzi non considerevoli, ma le serate rappresentarono in ogni caso un successo di “comunicazione”. Tramonto sul mare raffigura una marina immersa nella luce diffusa e velata dell’alba, resa attraverso le trasparenze degli azzurri, dei grigi e dei verdi; due piccole barche sono vicine alla spiaggia. Il tratto di costa è il medesimo raffi gurato in Ondata (1935, collezione privata), che ritrae il molo di Lavagna con il caratteristico parapetto dalle assi incrociate. L’opera è realizzata con colori chiari e impasti liquidi ed è rappresentativa del periodo in cui l’artista prediligeva composizioni prive di profondità, influenzate dal naturalismo lombardo di Aldo Carpi. Le piccole fi gure che ricordano il primitivismo di Henri Rousseau e di Maurice Utrillo trasmettono un’atmosfera fi abesca che avvicina Umberto Lilloni agli altri esponenti del chiarismo, quali Francesco De Rocchi e Adriano Spilimbergo, visibile anche in Fuga in Egitto del 1961. Per la distanza di questi artisti dai modi del Novecento Italiano si veda, a confronto, Santa Margherita Ligure di Aldo Conti, nella quale lo stesso tema e la stessa costa portano gli autori a esiti davvero diversi.

Antonella Crippa

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