opere in mostra

Opere in mostra

 

Mosé Bianchi - Interno rustico

MOSÈ BIANCHI   Interno rustico
MOSÈ BIANCHI Interno rustico

MOSÈ BIANCHI

(Monza, 1840 - 1904)
 

Interno rustico, 1889-1895
olio su tela, 34,5 x 59 cm firmato in basso a destra: “Mosè Bianchi”; al verso, sul telaio, in alto a sinistra, etichetta cartacea mutila a stampa: “[…]stre d’arte/ comune di monza/ Numero di […]/ per l’Uffi cio Daziario/ […]”, etichetta cartacea a stampa e dattiloscritta con iscrizione “N 170 di inventario della Mostra”; in alto a destra, etichetta cartacea mutila con iscrizione a penna: “Mosè Bianchi/ Interno rustico/ proprietà/ Gr. Uff . Aldo A[nnoni]”, etichetta cartacea a stampa: “Società Amatori e Cultori di Belle Arti/ roma/ mostra dell’ottocento/ febbraio-marzo 1930” con iscrizione a penna: “Splendido quadro - opera preziosa/ di Mosè Bianchi/ Raccolta Annoni Comm.tore Aldo”; al centro, a destra, etichetta cartacea mutila a stampa: “Galleria/ Bolzani/ Milano/ C.o del Littorio 20” con iscrizione a penna: “Mosè Bianchi/ Interno rustico/ […] Neumann [?]/ dell’800; in basso a destra etichetta cartacea lacunosa a stampa con iscrizione: “48 mosè bianchi Interno rustico/ Raccolta di Aldo Annoni”. Sul verso, sulla tela di rintelo, in alto a destra, iscrizione a penna: “galleria/ bolzani/ milano” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. FCIP 0053
Esposizioni: 1924, Monza, Villa Reale, Catalogo della mostra commemorativa, sala XVIII, n. 17; 1930, Roma, Società Amatori e Cultori di Belle Arti, Mostra dell’Ottocento, sala VI, n. 48; 1998-1999, Monza, Luci e colori del vero, n. 64; 2008-2009, Bergamo, Ottocento tra realtà e sogno, s.n.; 2017, Novara, Sentieri di luce, n. 12; 2017-2018, Legnano, Il dialogo infi nito con la natura, n. 3. Bibliografi a: Catalogo della mostra commemorativa s.d. [1924], p. 56, n. 17; Marangoni s.d. [1924], p. 34, ill.; Mostra dell’Ottocento 1930, p. 32, n. 48;Tesori d’arte 1995, p. 218, ill. n. 397; Mosè Bianchi. Catalogo ragionato 1996, p. 249, ill., n. 294; G. Fusari, in Luci e colori del vero 1998, p. 131, ill., n. 64; S. Rebora, in Le collezioni d’arte 1999, pp. 85-86, ill. p. 85, n. 23; Ottocento tra realtà e sogno 2008, ill. p. 57.

La piccola tela comparve per la prima volta nel 1924 alla mostra commemorativa di Mosè Bianchi allestita a Monza nella Villa Reale e nel catalogo della rassegna risulta di proprietà del commendatore Aldo Annoni di Monza. Il collezionista, che non va confuso con l’omonimo presidente della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde dal 1881 al 1900, è in questi anni un importante dirigente del settore creditizio e assicurativo: fra le sue principali cariche, si ricorda quella di consigliere delegato della società assicurativa Atlante. Nel 1924 è tra i promotori della mostra monzese partecipando al comitato ordinatore con altri membri della borghesia milanese quali Luigi Mangiagalli e intellettuali come Raffaello Giolli. Nel 1930 sempre Annoni invia il dipinto di Bianchi a Roma in occasione della Mostra dell’Ottocento organizzata per il centenario della Società Amatori e Cultori di Belle Arti: nella sala, ordinata dal critico Enrico Somarè, l’opera viene esposta accanto ad altre tele del pittore, tra cui Cascinale (Milano, Galleria d’Arte Moderna), ambientato nella campagna brianzola, e Il ritorno dalla sagra (Milano, Galleria d’Arte Moderna). In questo Interno una giovane contadina, colta di spalle, è intenta nelle quotidiane mansioni domestiche mentre un gruppo di anatre razzola nel piccolo rustico appena rischiarato dalla luce proveniente dalla porta d’ingresso. Oltre la soglia si intravede, accennato da brevi pennellate, un paesaggio collinare che potrebbe ricordare la Brianza oppure le Alpi presso Gignese, dove il pittore trascorre lunghi soggiorni a partire dal 1890. Alla vita contadina del Verbano si ispira, tra le altre opere del pittore, Interno di casolare a Gignese (ubicazione ignota, già nella collezione di Ulrico Hoepli) che nel 1900 ottenne il premio Principe Umberto. Le scene di ambientazione rurale che accolgono brani di vita contadina, spesso caratterizzate da sapienti giochi di chiaroscuro, ricorrono con frequenza nell’ambito del naturalismo lombardo e testimoniano uno sguardo attento rivolto al vero nella sua vivace quotidianità.

Laura Casone

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