opere in mostra

Opere in mostra

 

Pasinetti Antonio - Edolo (Fiume Oglio)

ANTONIO PASINETTI   Edolo   Fiume Oglio
ANTONIO PASINETTI Edolo Fiume Oglio

ANTONIO PASINETTI

(Montichiari, Brescia, 1863 - Milano, 1940)
 

Edolo - Fiume Oglio, 1924
olio su tela, 70 x 100 cm firmato e datato in basso a destra: “A. Pasinetti / 1924” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AH00082AFC
Esposizioni: 1924, Milano, Esposizione Annuale della Società Permanente, n. 149. Bibliografia: Esposizione annuale 1924, n. 149; S. Rebora, in Le collezioni d’arte 1999, p. 294, n. 194.

Il dipinto fu acquistato per la cospicua cifra di quattromilaseicento lire all’Esposizione annuale della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano nel 1924, insieme con Gli orti di Vilminore di Arturo Tosi e Corenno Plinio di Cesare Monti (cat. 26) su segnalazione della critica d’arte Margherita Sarfatti e di Ettore Modigliani, allora direttore della Pinacoteca di Brera. L’acquisizione di opere d’arte presso le principali rassegne espositive e l’istituzione del pensionato per giovani artisti proseguivano la politica di promozione culturale avviata da Cesare Sarfatti, presidente della Cassa di Risparmio, scomparso il 24 gennaio 1924, e marito di Margherita. L’acquisto di Edolo, in particolare, confermava il rapporto privilegiato tra l’istituzione e Antonio Pasinetti che, in quello stesso anno, aveva realizzato il Ritratto dell’avvocato Giuseppe Marcora (Milano, Collezione Fondazione Cariplo). Accanto alla più nota e popolare produzione ritrattistica, la pittura di paesaggio e le scene di vita all’aperto costituiscono i principali motivi di ricerca di Pasinetti, ripetutamente affrontati in una continua sperimentazione di nuovi linguaggi artistici. Le prime prove, come per esempio Acqua ferma del 1883, mostrano la completa adesione al naturalismo lombardo per la stesura ricca e corposa e per l’attenzione rivolta allo studio della luce e del colore. In seguito il pittore si accosta alla tecnica a colori divisi, forse sulla suggestione delle opere dell’amico Pellizza da Volpedo, recentemente scomparso, raggiungendo i suoi risultati più alti nel Trittico di Caprera - Il pino, La fiamma, La quercia (1915, Milano, Galleria d’Arte Moderna). Nel corso degli anni venti, infi ne, Pasinetti si rivolge con interesse alle ricerche del gruppo Novecento Italiano, cui entra in contatto grazie all’amicizia stretta con alcuni tra i fondatori: Emilio Malerba, Margherita Sarfatti e il giovane allievo Arturo Tosi. A questa fase matura della produzione dell’artista, contraddistinta da una maggiore semplifi cazione formale e dall’adozione di volumi solidi e definiti, appartiene anche l’opera in mostra. A partire dallo studio dal vero del luogo, Pasinetti realizza una composizione rigorosa, scandita dalle diagonali del fi ume e del profi lo delle Prealpi lombarde, restituendo un’immagine di quiete e di grande suggestione dell’abitato di Edolo, immerso nella campagna animata soltanto dallo scorrere rapido del fiume Oglio in primo piano. Questo piccolo borgo situato a breve distanza da Montichiari, paese natale dell’artista, è ripetutamente ritratto in un signifi cativo gruppo di opere della seconda metà degli anni venti, tra le quali Edolo, Ponte sull’Oglio, Edolo Mu (1930), esposti alla prima e fondamentale mostra commemorativa allestita alla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente nel 1942, e Castagneti di Rino (Edolo - Brescia) (1930), attualmente presso la Pinacoteca Pasinetti di Montichiari. La versione in mostra si distingue all’interno di questo repertorio come immagine emblematica del luogo e della produzione matura dell’artista, dal momento che Pasinetti ne eseguì una replica su tavola di formato minore (Montichiari, Pinacoteca Pasinetti) presentata nel 1926 all’Esposizione Internazionale d’arte della città di Venezia.

Elena Lissoni

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