opere in mostra

Opere in mostra

 

Pugliese Levi Clemente - Cave di Alzo (Lago d’Orta)

Pugliese Levi Clemente   Cave di Alzo (Lago d’Orta)
Pugliese Levi Clemente Cave di Alzo (Lago d’Orta)

CLEMENTE PUGLIESE LEVI

(Vercelli, 1855 - Milano, 1936)
 

Cave di Alzo (Lago d’Orta), circa 1920
olio su tela, 65 x 87 cm fi rmato in basso a sinistra: “C. Pugliese” Verbania, Museo del Paesaggio
Bibliografia: Cerrina 1930; Pugliese Levi pittore 2002.

L’attività estrattiva, nelle montagne di Alzo intorno al lago d’Orta, inizia alla metà dell’Ottocento. Le cave di granito bianco, con le loro masse frastagliate, divengono presto un soggetto amato da fotografi e illustratori. Le fotografi e dell’epoca, ma anche le cartoline di anni più recenti, di solito le riprendevano da vicino, mostrando il fi anco aperto della montagna sotto il santuario della Madonna del Sasso, oppure i massi di pietre accatastati accanto ai lavoratori. Più raramente le riprendevano in lontananza, inquadrando anche il lago d’Orta e l’isola di San Giulio. È questa seconda angolatura che sceglie Pugliese Levi, eliminando però l’isola e lasciando in primo piano la distesa del lago. Le cave sono in realtà poco più che indistinte masse bianche, dove la luce si concentra prima di colorarsi soavemente di rosa alla sommità del monte. Quello che interessa all’artista non è l’imponenza dei blocchi di granito, ma la vaghezza del lago, riverbero di un sentimento commosso. Pugliese Levi, del resto, aveva iniziato a dipingere sotto la guida di Enrico Gamba all’Accademia Albertina di Torino, ma il suo vero maestro era stato Fontanesi, da cui aveva appreso una nozione di paesaggio come stato d’animo, come espressione lirica e spirituale. Tutta la composizione di Cave d’Alzo, simile a opere precedenti come Notte chiara, calma notturna o Visione mattinale, si riassume nelle tre strisce parallele dell’acqua, delle colline e del cielo, rivelando un infl usso sia di Monet sia dei divisionismo che Pugliese Levi aveva conosciuto frequentando Grubicy, quando si era trasferito a Milano nel 1906. Il lago d’Orta è uno dei soggetti preferiti dell’artista, che in quei primi anni del secolo inizia a trascorrervi la stagione estiva e nel 1920 acquista una casa a Viganallo. “Il nome di Clemente Pugliese Levi – scriveva Cerrina nel 1930 – è associato alle […] dolci ombre madreperlacee del lago d’Orta, dove egli suole trascorrere parecchi mesi dell’anno e che è per lui preziosa miniera di motivi e di studi” (Cerrina 1930, p. 200).

Elena Pontiggia

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA