opere in mostra

Opere in mostra

 

Tomea Fiorenzo - Paesaggio cadorino

FIORENZO TOMEA   Paesaggio cadorino
FIORENZO TOMEA Paesaggio cadorino

FIORENZO TOMEA

(Zoppè di Cadore, Belluno, 1910 - Milano, 1960)
 

Paesaggio cadorino, 1954
olio su tela, 95 x 140 cm firmato in basso a destra: “Tomea” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI00239AFC
Esposizioni: 1954, Francavilla al mare, VIII Premio Nazionale, n. 38. Bibliografi a: VIII Premio Nazionale 1955, n. 38; Tesori d’arte 1995, p. 518, ill. n. 1078; S. Fontana, in Le collezioni d’arte 2000, pp. 305-306, ill., n. 333.

L’opera fu acquistata in occasione del Concorso di pittura VIII Premio Nazionale Francesco Paolo Michetti a Francavilla al Mare nel 1954. Rappresenta una veduta di Zoppè, un paese nelle montagne del Cadore, durante la stagione del disgelo. Ai piedi della catena montuosa è raffigurato un agglomerato di case bianche con piccole finestre e quattro alberi dai rami senza foglie. Il soggetto ricorre costantemente nella produzione di Fiorenzo Tomea, che per tutta la vita mantenne un legame con la sua terra natale (tanto forte da diventare sindaco del piccolo paese dal 1956 al 1960). L’amore per la natura lo rendeva affine a Raff aele De Grada, Arturo Tosi e Aldo Carpi che, nello stesso periodo a Milano, erano tornati a lavorare sul paesaggio. Tra i soggetti preferiti di Tomea si annoverano anche le spiagge con le candele accese e le maschere, rappresentazioni di un esistere oscuro e inquieto di sapore vagamente surrealista elaborato negli anni trenta tra Milano e Parigi, quando i presagi della guerra cominciavano a farsi sentire. In quel periodo, Tomea aveva aderito al movimento di Corrente, che guardava al Nord Europa per superare il classicismo del Novecento Italiano e le sue commistioni con il fascismo; nel 1934 aveva soggiornato con Aligi Sassu nella capitale francese studiando dal vivo le opere di Paul Cézanne, Vincent Van Gogh e James Ensor ed entrando in contatto con Giorgio de Chirico, Filippo de Pisis e Massimo Campigli. Aveva rinnovato anche l’amicizia di Giacomo Manzù e Renato Birolli, compagni di Accademia alla Cignaroli di Venezia, e di Carlo Carrà, di cui fu uno dei migliori allievi. L’opera, come Fiori di campo n. 2 del 1955 anch’esso nella Collezione di Fondazione Cariplo, è stata realizzata nell’ultima fase della carriera di Tomea, caratterizzata da grandi successi espositivi.

Antonella Crippa

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