opere in mostra

Opere in mostra

 

Wolf Ferrari Teodoro - San Francesco del Deserto

TEODORO WOLF FERRARI   San Francesco del Deserto
TEODORO WOLF FERRARI San Francesco del Deserto

TEODORO WOLF FERRARI

(Venezia, 1878 - San Zenone degli Ezzelini, Treviso, 1945)
 

San Francesco del Deserto, 1922
olio su tavola, 44,8 x 57,5 cm firmato in basso a sinistra: “teodoro / wolf / ferrari”; al verso in alto a sinistra a matita “S. Francesco del deserto / 28 giugno 1922 / Teodoro Wolf Ferrari”; a matita rossa: […] Francesco del […]” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI02118AFC
Bibliografia: P. Zatti, in Le collezioni d’arte 2000, pp. 320-321, n. 348.

Tra i protagonisti delle prime mostre di Ca’ Pesaro, dove nel 1910 aveva esposto cinquantadue opere, Teodoro Wolf Ferrari si afferma sulla scena artistica veneziana con una vasta produzione di dipinti e di opere d’arte applicata, che risente della cultura figurativa secessionista assimilata in occasione del suo soggiorno a Monaco di Baviera, dove era entrato a far parte del gruppo Die Scholle. Nell’immediato dopoguerra si verifica una svolta nelle ricerche del pittore che, trasferitosi nel 1921 a San Zenone degli Ezzelini, nella provincia trevigiana, si dedica allo studio dal vero del paesaggio in una serie di vedute luminose e piacevoli, sulla suggestione della pittura postimpressionista, conosciuta attraverso le mostre allestite alle Biennali. Una sperimentazione avviata nel ciclo di dipinti intitolato Il parco, esposto a Ca’ Pesaro nel 1913 e contraddistinto da un naturalismo accentuato e da toni chiari, resi attraverso la tecnica a colori divisi. Alla Mostra di Ca’ Pesaro del 1923 figurava una serie di otto paesaggi sotto il titolo di Impressioni dal vero di una seduta a San Zenone degli Ezzelini: è l’avvio di una nuova intensa stagione espositiva che prosegue fino alla scomparsa dell’artista, costantemente presente alla Biennale di Venezia e alle rassegne allestite presso la Galleria Bevilacqua La Masa. A questi anni risalgono le vedute del Piave, i paesaggi collinari e dell’arco alpino bellunese, tra i quali ricordiamo Veduta del Piave a Nervesa (1924), Veduta del Grappa (1924), Veduta di Asolo: le colline (1931), Il Piave a Nervesa (1932, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia). Datata 1922, l’opera in mostra, che raffigura uno scorcio dell’isola di San Francesco del Deserto, nella laguna di Venezia, si inserisce nella produzione della maturità caratterizzata da una materia ricca e densa, stesa a macchie di colore brillante. Il pittore rielabora i modelli ottocenteschi, appresi durante il suo alunnato con Guglielmo Ciardi, offrendone una nuova interpretazione che coniuga echi della pittura secessionista e postimpressionista in una visione chiara e luminosa di grande impatto e di forte potere evocativo.

Elena Lissoni

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