opere in mostra

Opere in mostra

 

Achille Funi - Dea Roma

Achille Funi   Dea Roma
Achille Funi Dea Roma

ACHILLE FUNI

(Ferrara, 1890 - Appiano Gentile, Como, 1972)
 

Dea Roma, 1941-1942
carboncino e biacca su cartone applicato su tela, 199 x 125 cm, firmato in basso a destra: “A. Funi”, Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI01562AFC
Esposizioni: 1973, Milano, Achille Funi, n. 137; 1988, Roma, Funi, s.n.
Bibliografia: Achille Funi 1973, p. 31, n. 137, ill. p. 195; Funi 1988, pp. 75-80; Ausenda 1995, p. 404, ill. n. 805; Colombo 1996, p. 140, n. 125, ill.; L. Lecci, in Le collezioni d’arte 2000, p. 164, n. 141; Colombo 2000, p. 137, s. ill.

Come Soldato romano (Collezione Fondazione Cariplo), Dea Roma è uno degli studi per il pannello Tutte le strade portano a Roma, l’unica parte effettivamente realizzata della decorazione dell’atrio del palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi di Roma. L’edificio razionalista fu progettato da Adalberto Libera per il quartiere che avrebbe ospitato l’Esposizione Universale del 1942 – mai aperta a causa della guerra – e fu completato solo nel 1954. Il monumentale lavoro di Achille Funi raffigura diverse scene e personaggi coinvolti nella fondazione della città, distribuiti a fianco della Dea Roma, la giovane donna con il globo seduta al centro.
Rispetto a La Gloria e Minerva realizzati per la “Ca’ de Sass” di Milano, anch’essi nella Collezione di Fondazione Cariplo, i due cartoni sono portati a una definizione meno completa: la posizione delle braccia del centurione – a volte erroneamente identificato con San Giorgio – è stata modificata più volte e lo scudo della dea è stato eliminato.
Le due opere testimoniano l’interpretazione educativa della decorazione che emerge dal Manifesto della pittura murale sottoscritto nel 1933 da Funi, Mario Sironi, Massimo Campigli e Carlo Carrà nel quale si esplicitava la valenza pubblica dell’impegno artistico inteso come parte integrante della politica culturale del fascismo. Le figure sono semplificate in modo da essere facilmente comprensibili nella loro funzione simbolica e i corpi sono di robusta resa plastica e volumetrica.

Antonella Crippa

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