opere in mostra

Opere in mostra

 

Anselmo Bucci - Monza

Anselmo Bucci   Monza
Anselmo Bucci Monza

ANSELMO BUCCI

(Fossombrone, Pesaro, 1887 - Monza, 1955)
 

Monza, 1951
carboncino e tempera su carta nocciola rinforzata con carta di giornale applicata su tela, 117, 5 x 247,5 cm, firmato e datato in basso a sinistra: “A. BUCCI 1951”, Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI00211AFC,
Bibliografia: L. Lecci, in Le collezioni d’arte 2000, pp. 75-76, n. 41.

Le fonti documentarie sono purtroppo lacunose circa la provenienza di quest’opera che, secondo recenti studi, fu acquistata il 2 ottobre 1951. La data di esecuzione del dipinto e il suo soggetto sono comunque indicativi se si considera che, proprio nel 1951, la Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde inaugura la nuova filiale di Monza. Si può quindi ipotizzare che l’Istituto abbia commissionato direttamente l’opera con l’intento di destinarla alla nuova sede monzese. È inoltre interessante notare come, sempre nell’ottobre 1951, l’Istituto acquisti un altro dipinto di Bucci, Sorelle brianzole, ulteriore prova di un rapporto diretto con l’artista.
L’opera raffigura un’ampia veduta di piazza Trento e Trieste a Monza, presa non a caso dal lato dove sorgeva la filiale della Cassa di Risparmio. In primo piano, al centro, si erge il Monumento ai Caduti, opera dello scultore Enrico Pancera, inaugurato nel 1932; sono inoltre visibili, da sinistra, la torre campanaria dell’Arengario, il campanile e la facciata del Duomo e, sull’estrema destra, la chiesa di Santa Maria in Strada.
Se il soggetto dell’opera può spiegarsi con la sua destinazione alla filiale appena inaugurata, la scelta dell’artista è anch’essa non casuale: a Monza, infatti, Bucci viveva stabilmente dal 1943, anno in cui lo studio milanese di largo Augusto era andato distrutto sotto i bombardamenti. In realtà si trattò di un ritorno, poiché in questa stessa città il pittore aveva raggiunto la famiglia nel 1903, anno che lo vide passare dagli studi liceali, compiuti a Venezia, all’Accademia di Belle Arti di Brera dove si iscrisse nel 1904. Già l’anno seguente, tuttavia, decideva di lasciare l’Italia per Parigi dove visse con poche interruzioni fino al 1914; tornato in Italia, stabilì il proprio studio a Milano, facendo periodicamente ritorno a Monza durante le visite alla famiglia e, in particolare, all’amata sorella Bigia. Il legame con la città, dunque, non fu mai spezzato e ben si comprende come alcuni scorci di Monza ricorrano nella sua produzione fin dai primi anni di attività, poco prima della fondamentale esperienza parigina che lo vide affermarsi quale acuto pittore della vita metropolitana.
In un periodo molto più avanzato, come testimonia l’opera in mostra, il pittore torna alla veduta urbana; all’indomani della guerra che causò la devastazione di intere città italiane, Bucci indaga i cantieri della ricostruzione, come nella serie Ponte sul Metauro in costruzione (1946, Fossombrone, Quadreria Cesarini) e i rinnovati centri urbani, cercandovi i segni di una riconquistata normalità. Gli edifici e i monumenti di Monza sono qui descritti in un’atmosfera sospesa, evocata dalla sostanziale monocromia della composizione: l’intera opera è, infatti, eseguita a carboncino e solo alcuni tratti di tempera bianca interrompono la geometria del disegno, conferendo all’immagine un senso di malinconico lirismo.

Laura Casone

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