opere in mostra

Opere in mostra

 

Antonio Pasinetti - Ritratto dell’avvocato Giuseppe Marcora

Antonio Pasinetti   Ritratto dell’avvocato Giuseppe Marcora
Antonio Pasinetti Ritratto dell’avvocato Giuseppe Marcora

ANTONIO PASINETTI

(Montichiari, Brescia, 1863 - Milano, 1940)
 

Ritratto dell’avvocato Giuseppe Marcora, 1924
olio su tavola, 120,8 x 100 cm, firmato in basso a destra: “A. Pasinetti”; sul verso, sul telaio in alto a sinistra a pastello: “144-1”, Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI00083AFC
Esposizioni: 1942, Milano, Antonio Pasinetti, n. 128; 1995, Milano, Antonio Pasinetti, n. 79.
Bibliografia: Figure che scompaiono 1927, p. 7, ill.; Antonio Pasinetti 1942, p. 15, n. 128; Borgese, Pasinetti 1942, tav. CXXXII; Colombo 1988, n. 101, ill. p. 20; Cova, Galli 1991, vol. IV, ill. p. 28; Antonio Pasinetti 1995, pp. 87-137, n. 79, ill.; S. Rebora, in Le collezioni d’arte 2000, p. 347, n. IX.

Con l’acquisto del Ritratto di Giuseppe Marcora nell’aprile del 1924, Giuseppe De’ Capitani d’Arzago, all’epoca presidente della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, diede avvio alla creazione della quadreria dei ritratti dei presidenti, sul modello delle più antiche raccolte delle effigi dei benefattori conservate da gran parte degli enti assistenziali milanesi.
L’occasione per l’acquisto del dipinto era stata la rinuncia di Marcora per gravi motivi di salute alla presidenza della Cassa di Risparmio, carica che egli ricopriva dal 1911 e che continuò a mantenere a titolo onorifico. Patriota garibaldino, vicino agli ambienti mazziniani, egli si era affermato rapidamente a Milano nella libera professione presso ampi settori della società civile di orientamento progressista. Nel 1876 fu eletto alla Camera come rappresentante del collegio di Milano, assumendone la Presidenza dal 1904 fino al 1919.
Antonio Pasinetti si era distinto fin dai primi anni ottanta dell’Ottocento come ritrattista dell’alta borghesia e dei maggiori esponenti della vita culturale ed economica italiana con una serie di dipinti di grande successo, tra i quali il Ritratto di Giuseppe Guerzoni, professore di letteratura all’Università di Padova (1884, Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo), il Ritratto del Maestro Ruggero Leoncavallo (1894, Milano, Museo Teatrale alla Scala) e il Ritratto di S. Ecc. l’Avv. Giuseppe Zanardelli, ministro di Grazia e Giustizia e poi presidente del Consiglio (1891, Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo), quest’ultimo selezionato tra le opere finaliste per il Premio Principe Umberto all’Esposizione Triennale di Brera del 1894.
Eseguita nel 1924, l’opera si qualifica come prova esemplare della produzione ritrattistica dell’artista ormai maturo. Alle opere degli anni ottanta e novanta di grande naturalezza e introspezione psicologica, seguono, infatti, immagini di solenne ufficialità, contraddistinte dall’esibizione dei simboli del potere e della ricchezza dell’effigiato, come per esempio nei ritratti dei coniugi Moneta (1925, già Milano, Casa dei Fatebenefratelli), del banchiere Gelpi (già raccolta Gelpi, Milano) e di Ernesto Pirola (1923, Milano, Raccolte d’Arte dell’Ospedale Maggiore). A questo repertorio si affianca il dipinto in mostra che ritrae Marcora in posa, vestito con grande eleganza e decorato con il Collare dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata, massima onorificenza di Casa Savoia della quale era stato insignito nel 1909. La ricercatezza dei dettagli del costume contrasta con il realismo analitico del volto dell’uomo, ormai anziano e quasi cieco, illuminato dal fascio di luce che filtra dalla finestra aperta creando un deciso chiaroscuro. Secondo una prassi di lavoro consolidata, Pasinetti si servì, con ogni probabilità, di alcuni scatti fotografici come spunto per l’esecuzione dell’opera, in linea con gli insegnamenti dell’amico Cesare Tallone che incoraggiava l’impiego della fotografia come strumento per lo studio dal vero. Gli studi preparatori per l’opera sono attualmente conservati presso la Pinacoteca Pasinetti di Montichiari.

Elena Lissoni

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