opere in mostra

Opere in mostra

 

Arturo Martini - Cavallo

Arturo Martini   Cavallo
Arturo Martini Cavallo

ARTURO MARTINI

(Treviso, 1889 - Milano, 1947)
 

Cavallo, 1926
terracotta invetriata, 56,5 x 52 x 23 cm, firmato: “Scultore A. Martini [...]”, Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. BI00102AFC,
Bibliografia: L. Lecci, in Le collezioni d’arte 2000, pp. 215-217, n. 215.

La scultura, in terracotta da stampo dipinta in colore azzurro chiaro, è entrata in Collezione nel 1975 con le altre opere del lascito di Caterina Marcenaro. Sul piedistallo un’abrasione non consente di decifrare il marchio, ma è probabile che l’opera sia stata realizzata, insieme ad altri esemplari, nella fabbrica Fenice di Albisola nel 1926. La mancanza di documentazione antecedente il 1976 non consente di tracciare con sicurezza la storia collezionistica dell’opera. Il catalogo ragionato delle sculture dell’artista censisce un esemplare in terracotta (nel 1998 in Collezione Basile), ma nella bibliografi a dell’artista se ne ritrovano citati almeno altri due: uno, sempre in terracotta, nel 1966 era presso la Galleria La Bussola di Torino e un altro, in ceramica, in collezione privata.
L’opera era stata prodotta nell’ambito delle ricerche compiute da Arturo Martini per la mostra allestita nel 1927 alla Galleria Pesaro di Milano. Nel catalogo dell’esposizione, nel quale però non figura la nostra scultura, Mario Labò descrive la colorazione dei pezzi esposti come mutuata dal bianco e azzurro delle antiche ceramiche di Savona.
L’artista lavorava il materiale fin da adolescente, quando a Treviso era impiegato presso la fabbrica Gregorj. Nel primo dopoguerra, vicino alla rivista “Valori Plastici”, aveva approfondito lo studio dell’arte italiana del Quattrocento, della scultura etrusca e della statuaria romana, che l’aveva indirizzato verso una semplificazione degli elementi e delle composizioni. Nella seconda metà degli anni venti, a contatto con Margherita Sarfatti e il gruppo del Novecento Italiano, la purificazione delle forme in senso primitivista gli sembrava ormai limitante. Cavallo rappresenta dunque il risultato di approfondite ricerche per raggiungere una maggiore espressività in scultura attraverso forme più libere.

Antonella Crippa

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