opere in mostra

Opere in mostra

 

Christo (Christo Javachev) e Jeanne Claude - The wall (Project for a Wrapped Roman Wall - Porta Princiana)

Christo (Christo Javachev) e Jeanne Claude   The wall (Project for a Wrapped Roman Wall   Porta Princiana)
Christo (Christo Javachev) e Jeanne Claude The wall (Project for a Wrapped Roman Wall Porta Princiana)

CHRISTO (Christo Javachev) e JEANNE-CLAUDE (Jeanne-Claude Denat de Guillebon)

(Gabrovo, Bulgaria, 1935 | Casablanca, Marocco, 1935 - New York, 2009)
 

The Wall (Project for a Wrapped Roman Wall - Porta Pinciana), 1974
collage fotografico, disegno e stoffa cucita, 71,5 x 56,5 cm, firmato e datato in centro a destra: “CHRISTO 1974”, Monza, Fondazione Luigi Rovati
Esposizioni: 1975, Roma, Christo: The Wall - Wrapped Roman Wall; 2004, Venezia - Cortina d’Ampezzo, Christo and Jeanne-Claude; 2012, Terni, Adriano Ronchini.
Bibliografia: Christo and Jeanne-Claude 2004, pp. 52-53; Adriano Ronchini 2012, p. 43.

Nel gennaio 1974 lo scultore bulgaro Christo e la moglie Jeanne-Claude, coppia nell’arte e nella vita, fra i protagonisti della Land Art e noti soprattutto per i colossali “impacchettamenti” di edifici storici, ricoprono completamente i quattro archi di Porta Pinciana e un tratto delle mura aureliane lungo 250 metri. Il lavoro è realizzato da quaranta operai in quattro giorni.
Servendosi di tessuto in polipropilene e corde in dacron, entrambi i lati delle mura e gli archi sovrastanti vengono rivestiti dalla base alla sommità, dando luogo a un’installazione che rimane in situ per quaranta giorni, parte della mostra Contemporanea allestita da Achille Bonito Oliva per gli “Incontri Internazionali d’Arte”, ideati e organizzati da Graziella Lonardi Buontempo, con il coordinamento di Guido Le Noci.
Il progetto viene interamente finanziato, come era ed è rimasta consuetudine di Christo e Jeanne-Claude, dalla vendita degli studi preparatori, disegni, collage e modelli in scala.
Christo ha sempre dimostrato un vivo interesse per la città e i suoi edifici che l’imballaggio riduce al rango di oggetti ma anche di strumenti di marketing, supporti per proiezioni o réclame di vario tipo.
In questo studio l’effetto finale della Porta Pinciana impacchettata è delineato su un’immagine fotografica dell’antico edificio romano visto da via di Porta Pinciana, corredata da una mappa del quartiere di Roma interessato dall’operazione e da un frammento del tessuto plastico che sarebbe stato utilizzato per l’intervento effettivo. Il risultato è un occultamento che però, come spesso accade nelle installazioni dell’artista bulgaro, produce l’effetto opposto, quello di attirare l’attenzione su questo clamoroso sfregio urbanistico e così facendo, di sottolineare l’ingombro e la presenza del monumento stesso che l’abitudine degli abitanti ha ormai reso “invisibile”, cioè indifferente.
Al termine dei quaranta giorni la struttura è stata smontata e riciclata.

Martina Corgnati

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