opere in mostra

Opere in mostra

 

Erme Ripa (Ermenegildo Ripa) - Sulla spiaggia ad Alassio

Erme Ripa (Ermenegildo Ripa)   Sulla spiaggia ad Alassio
Erme Ripa (Ermenegildo Ripa) Sulla spiaggia ad Alassio

ERME RIPA (Ermenegildo Ripa)

(Castel San Giovanni, Piacenza, 1900 - Milano 1973)
 

Sulla spiaggia di Alassio, 1931
olio su tavola, 60 x 70 cm, firmato e datato in basso a sinistra: “ERME RIPA 31”, Monza, Collezione Musei Civici di Monza - Casa degli Umiliati, inv. def. 0317
Esposizioni: 2009, Monza, Orizzonti; 2018, Monza, Erme Ripa e Monza.
Bibliografia: Orizzonti 2009, p. 76.

Erme Ripa (abbreviativo di Ermenegildo Ripa, con il quale firmerà tutti i suoi quadri, fatta eccezione per i primi) studia pittura all’Accademia di Brera guidato dal professor Ottavio Grolla e consegue l’abilitazione all’insegnamento delle materie artistiche. A partire dal 1923, l’anno successivo al suo diploma, parteciperà a numerose mostre collettive (a Monza, Milano e Roma), mentre è del 1931 la sua prima personale, tenutasi presso l’Arengario della sua città adottiva, Monza. È probabile che proprio in questa sede (se non addirittura in questa occasione) Sulla spiaggia di Alassio venga mostrato al pubblico per la prima volta: non è stato possibile ritrovare la documentazione della mostra del 1931, ma l’Arengario più volte ospiterà le vedute lombarde, liguri, toscane ed emiliane di Ripa.
Il dipinto, così come in generale tutti suoi paesaggi, specialmente le marine, è caratterizzato dalla limpidezza dell’atmosfera e da grande profondità prospettica: deve trattarsi delle prime ore pomeridiane, sia per via dell’intensa luce che irradia tutto il quadro, sia per le ombre dei personaggi che passeggiano sul bagnasciuga, piuttosto corte, a indicare che il sole doveva essere ancora alto nel cielo. Tutta la scena si costruisce su una linea obliqua verticale che segna la metà del quadro: è la sabbia che viene bagnata dalle onde del mare e cambia colorazione. Dove l’acqua riesce ad arrivare è la natura a essere protagonista: i colori sono morbidi, i toni beige della sabbia si trasformano in sfumature azzurre del mare e l’uomo, a piedi o in barca, non è altro che una presenza momentanea, pronta ad andarsene senza lasciare traccia. A sinistra, al contrario, a essere protagonista è il paesaggio antropizzato: le tende bianche parasole, le piccole cabine sulla spiaggia e le architetture in una sintetica sovrapposizione di piccoli rettangoli colorati formano un’immagine affollata di forme stilizzate nette e dai colori decisi. La linea di divisione prosegue fino in fondo, dove anche l’orizzonte risulta composto da due parti ben distinte: un essenziale skyline cittadino e un dolce profilo di montagne.
Il dipinto viene donato alle Civiche Raccolte monzesi dal segretario politico del Fascio di Monza Giuseppe Setti nel 1935.

Martina Franzini

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA