opere in mostra

Opere in mostra

 

Eugenio Bajoni - Autoritratto

Eugenio Bajoni   Autoritratto
Eugenio Bajoni Autoritratto

EUGENIO BAJONI

(Monza, 1880-1936)
 

Autoritratto, 1912
matita su carta, 78 x 67 cm, firmato e datato in basso, al centro: “Eugenio Bajoni / 1912”; sul verso la scritta: “Eugenio Bajoni / 1912 / Autoritratto: disegno a lapis”, Monza, Collezione Musei Civici di Monza - Casa degli Umiliati, inv. def. 0374,
Esposizioni: 2008, Monza, Mostrarsi e apparire.
Bibliografia: Musei di Monza 1981, p. 38; Eugenio Bajoni 1995, pp. 17, 29; Mostrarsi e apparire 2008, pp. 83, 94.

L’Autoritratto di Eugenio Bajoni, donato ai Musei Civici dalla famiglia Bajoni nel 1937, è certamente una delle opere più originali dell’artista, un unicum nella sua intera produzione. Realizzato nel 1912, si pone in contrasto con le opere plastiche dello stesso periodo, più nitidamente naturaliste; questo disegno a matita invece presenta un carattere fortemente simbolista, ispirato quasi certamente dal ritratto di Luigi Russolo, di pochi anni antecedente, dove l’artista si rappresenta al centro della tela, con lo sguardo spiritato e circondato da una corona di teschi (Museo del Novecento, Milano). Bajoni si ritrae al centro del foglio, una testa fl uttuante e allucinata estremamente realistica e dai contorni ben definiti, che sorge da un cuore pulsante e sfumato, evanescente, all’interno del quale sono poste data e firma dell’autore. Altrettanto evanescente è tutto il resto del disegno: la metà superiore dello sfondo potrebbe essere cielo, nube o fumo e il soggetto sembra irradiare luce in quello spazio, mentre la metà inferiore rappresenta una scatola o più probabilmente una stanza interamente ricoperta di macabri volti mostruosi, forse metafora di voci interiori e inquietudini esistenziali.
Anche in questo caso, come per Il travet, è innegabile una forte autonomia stilistica dell’artista, nonostante il vivo dibattito interno al Coenobium possa averlo infl uenzato: oggetto di una discussione che spesso coinvolgeva anche l’amico Anselmo Bucci e altri giovani pittori milanesi, era il rapporto fra pittura tradizionale, illustrazione e caricatura, arricchite da sfaccettature futuriste e dagli ultimi retaggi simbolisti. Bajoni, pur non apprezzando il genere della caricatura né in generale il Futurismo, apprezza la tecnica a carboncino che nello sfumato gli permette di ottenere un’atmosfera mutevole e onirica tipica del simbolismo.

Martina Franzini

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA