opere in mostra

Opere in mostra

 

Franco Fontana - Los Angeles

Franco Fontana   Los Angeles
Franco Fontana Los Angeles

FRANCO FONTANA

(Modena, 1933)
 

Paesaggio urbano, Los Angeles, 1990
stampa fotografi ca, 30,3 x 20,2 cm; edizione 25/25, firmato in basso a destra: “Franco Fontana ’90”; in basso, a sinistra: “Los Angeles 25/25”, Monza, Fondazione Luigi Rovati
Bibliografia: inedito.

Franco Fontana si avvicina alla fotografi a intorno agli anni sessanta come foto-amatore. Nel 1963 espone alla Biennale del Colore di Vienna e nel 1968 ha la sua prima personale a Modena nella Galleria della Sala di Cultura, che può defi nirsi una vera e propria dichiarazione programmatica. Comincia così una lunga carriera fatta di successi editoriali ed espositivi.
Come scrive Flaminio Gualdoni, che si è lungamente occupato dell’artista, “due sono le direttrici che Fontana persegue sistematicamente, la veduta urbana e il paesaggio di natura. Si tratta, è evidente, di temi di ‘genere’, per la fotografia. Ma Fontana si sottrae alla logica dei confronti e degli esempi, perché il movente fondamentale delle sue immagini è, in ogni caso, il colore” (1994). In un’epoca in cui si dava per scontato il riconoscimento di uno stile “alto” in bianco e nero, Fontana sceglie invece di fotografare a colori, basando la propria ricerca su un’intransigente sperimentazione.
Questa immagine è stata realizzata negli anni novanta a Los Angeles, durante uno dei numerosi viaggi dell’artista negli Stati Uniti. Un iniziale approccio al paesaggio urbano era avvenuto durante il soggiorno americano del 1979, quando Fontana si era dedicato per la prima volta al contesto cittadino. L’immagine è costituita da ombre e aree cromatiche: attraverso la giustapposizione di gradazioni di rosso e di blu e grazie all’alternanza ritmica di superfici disomogenee e piani sovrapposti, viene ottenuta una composizione geometrica astratta ed equilibrata. “La mia operazione di ricerca”, spiega l’artista, “è di isolare, nello spazio e nel tempo, ciò che normalmente si perde e si mescola nell’infinità dei particolari”. Ecco che, nel caos cittadino, il fotografo estrapola alcuni elementi essenziali da quella “totalità” che si presenta all’occhio umano, per dare vita a delle immagini costruite “su sottili rapporti di spazio, forma, disegno e colore” (Franco Fontana 1983, p. 55). Le vedute urbane di Fontana nascono e mantengono una stessa qualità visiva indipendentemente dal contesto geografico, ma non è un caso che la parte più cospicua di questi scatti sia ambientata proprio negli USA, dove il paesaggio è più artificiale e anche gli eccessi cromatici sembrano corrispondere pienamente alle sollecitazioni ricercate dal fotografo, nato artisticamente proprio nel pieno della stagione pop.

Martina Bacci

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