opere in mostra

Opere in mostra

 

Franco Renato Gambarelli - Riposo durante la fuga in Egitto Battesimo di Gesù Entrata a Gerusalemme

Franco Renato Gambarelli   Riposo durante la fuga in Egitto Battesimo di Gesù Entrata a Gerusalemme
Franco Renato Gambarelli Riposo durante la fuga in Egitto Battesimo di Gesù Entrata a Gerusalemme

FRANCO RENATO GAMBARELLI

(Reggio Emilia, 1918 - Monza, 2007)
 

Riposo durante la fuga in Egitto, Battesimo di Gesù, Entrata a Gerusalemme circa - 1935-1936
tre formelle in gesso colorato, ciascuna 40 x 40 cm, Monza, Collezione Musei Civici di Monza - Casa degli Umiliati, invv. def. 1132, def. 1133, def. 1134,
Bibliografia: inediti.

Si tratta delle formelle preparatorie in gesso colorato rosso di tre sculture in terracotta che Gambarelli realizzò durante il suo primo periodo di studi presso i corsi di orefi ceria dell’ISIA di Monza, che frequentò tra il 1935 e il 1939, in seguito all’esperienza quinquennale alle scuole professionali milanesi dell’Umanitaria. Oltre al Riposo durante la fuga in Egitto, al Battesimo di Gesù e all’Entrata a Gerusalemme, viene modellata anche una quarta scena della vita di Cristo, la Natività. Tutti insieme, i pannelli in terracotta avrebbero dovuto essere impiegati come modelli nell’esecuzione di altrettante formelle in rame destinate alla decorazione di un paliotto d’altare a sbalzo realizzato dal compagno di studi di Gambarelli, Enrico Goretta.
L’artista utilizza per questi rilievi un linguaggio spiccatamente primitivista, certamente ispirato all’orefi ceria e alla scultura medievali, nelle quali l’accento era posto sull’immediatezza del racconto più che sul realismo della scena: i soggetti risaltano sul fondo neutro grazie a linee studiate e rilievi ben modulati, leggermente più accentuati nei gessi rispetto alle rispettive versioni in terracotta, che risultano nell’insieme più morbide.
Nel Riposo durante la fuga in Egitto lo sfondo è dedicato all’Egitto, rappresentato sotto forma di cittadella murata, il piano intermedio all’asino che riposa accanto a un albero e il primissimo piano a Maria seduta mentre culla il Bambino con Giuseppe che li guarda appoggiato al suo bastone: un’iconografi a perfettamente in linea con quella medievale.
Al contrario, il Battesimo di Gesù si discosta in parte dall’immagine tradizionale: Gesù non è in piedi, ma si inginocchia nell’acqua per farsi battezzare, mentre due pesci gli nuotano accanto; questi sono molto probabilmente da intendere come allusione al termine ICHTHYS (in greco “pesce” ma anche acronimo di “Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore). La rondine che vola sopra la testa del Redentore è simbolo di Resurrezione in base al fatto che torna ogni primavera; racconta una leggenda armena che le rondini della Galilea e della Giudea, che stavano tutte intorno al Santo Sepolcro il Venerdì Santo, siano volate dappertutto a portare la buona novella. La posizione della rondine con le ali spiegate e la coda verso l’alto ricorda la forma dell’àncora, simbolo di speranza.
L’ultima formella è l’Entrata a Gerusalemme, originale anch’essa nell’impostazione iconografi ca: infatti, il fedele stende il suo mantello innanzi all’asino su cui incede Gesù, mentre sullo sfondo tre personaggi sventolano le foglie di palma, ma il tutto accade già all’interno delle mura cittadine e non, com’era più comune, fuori dalla porta d’ingresso della città.
Le tre formelle (più quella della Natività) provengono dalla scuola Civica monzese Paolo Borsa.

Martina Franzini

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