opere in mostra

Opere in mostra

 

Giosuè Bianchi - Ritratto di Luigi Sirtori

Giosuè Bianchi   Ritratto di Luigi Sirtori
Giosuè Bianchi Ritratto di Luigi Sirtori

GIOSUÈ BIANCHI

(Monza, 1803-1875)
 

Ritratto di Luigi Sirtori, 1842
olio su tela, 100 x 70 cm, firmato sul retro “Giosuè Bianchi / fece 1842”, Monza, Collezione Musei Civici di Monza - Casa degli Umiliati, inv. def. 0543
Esposizioni: 2008, Monza, Mostrarsi e apparire; 2016, Monza, Monza 1816.
Bibliografia: Mostrarsi e apparire 2008, pp. 31-32.

Il ritratto raffigura il notaio monzese Luigi Sirtori vissuto nella prima metà del XIX secolo, momento in cui la borghesia cerca di accorciare le distanze nei confronti della nobiltà abbracciando costumi e consuetudini tipiche di quest’ultima. Una fra tante è certamente la moda, in voga nell’Ottocento, di farsi effigiare in un ‘ritratto ambientato’, genere che in cui eccellono i maggiori pittori milanesi dell’epoca, Pelagio Palagi, Giuseppe Molteni e Francesco Hayez, per citarne soltanto alcuni.
In questo ritratto Luigi Sirtori ci viene presentato seduto alla sua scrivania e impegnato nella redazione di un documento, azione che interrompe per guardare lo spettatore negli occhi; per lo sfondo l’artista ricorre a una soluzione formale abbastanza tipica in questa tipologia di ritratto (di cui fece largo uso anche Giuseppe Molteni): la tenda presente sulla destra, leggermente scostata per svelare i dettagli dell’ambiente e che, in questo caso, funziona come fattore d’equilibrio plastico e cromatico rispetto alla libreria posta sulla sinistra, contenente vari registri notarili. Leggibili e riconoscibili i documenti sotto alla mano del notaio munita di penna d’oca e appoggiata al foglio: quello piegato lascia intravedere un breve testo: “Rogito / 22 / Maggio 1805 / Incoronazione / Napole[one]”. Sulla stessa pergamena sono presenti due timbri, il primo con la scritta “regno d’italia” e un altro con l’aquila imperiale circondata dalla parola “MONZA”. La pergamena che Sirtori sta vergando, invece, reca la dicitura “Rogito / 8. Settembre 1838 / Incoronazione di Ferdina[ndo] Primo” e due timbri di difficile lettura di cui, quello in basso, reca la scritta “MILANO”. I documenti sono quindi i rogiti per il trasferimento della Corona Ferrea in occasione dell’incoronazione di Napoleone Bonaparte prima, e di Ferdinando I d’Austria poi; il notaio Sirtori ci tiene a farsi ritrarre, quattro anni dopo la stesura di quell’ultimo documento, come colui che permise il prestito della santa reliquia, probabilmente il momento di maggior prestigio della sua carriera.

Martina Franzini

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