opere in mostra

Opere in mostra

 

Giovanni Segantini - Il lavoratore della terra

Giovanni Segantini   il lavoratore della terra
Giovanni Segantini il lavoratore della terra

GIOVANNI SEGANTINI

(Arco, Trento, 1858 - Schafberg, 1899)
 

Il lavoratore della terra, 1886
carboncino e biacca su carta applicata su tela, 159,5 x 96,5 cm Milano, Collezione Fondazione Cariplo, Gallerie d’Italia - Piazza Scala, inv. AH01102AFC,
Esposizioni: 1899, Milano, Comitato per le onoranze, n. 22; 1908, Saint Moritz, Ausstellung pro Museum, s.n.; 1913, Saint Moritz, Expositions, n. 12; 1926, Milano, Galleria Scopinich, Raccolta Benzoni, n. 139; 1926, Venezia, Mostra individuale di Giovanni Segantini, XV Esposizione, n. 32; 2014-2015, Milano, Segantini, n. 67.
Bibliografia: Comitato per le onoranze 1899, p. 26, n. 22 (Il lavoratore della terra); Servaes 1902, p. 129 n. 87 (o 88) (Feldarbeiter); Ausstellung pro Museum s.d. [ma 1908], s.n., s.p. (Il lavoratore); Expositions 1913, n. 12, s.p., ill. n. X, s.p. (Le Laboureur des champs); Raccolta Benzoni s.d. [ma 1926, p. 46], n. 139 (Il lavoratore); XV Esposizione 1926, n. 32, p. 24, ill. n. LXV, s.p. (Lavoratore dei campi); Fiori 1968, vol. II, n. 11.166 (o 11.167), p. 29, ill. n. 254, s.p. (Lavoratore dei campi); Arcangeli, Gozzoli 1973, p. 115, n. 329, ill. (Lavoratore della terra); Quinsac 1982, t. II, p. 344, n. 426, ill. (Il lavoratore della terra, indicato in ubicazione sconosciuta); S. Rebora, in Le collezioni d’arte 1999, pp. 325-326, n. 223; E. Lissoni, in Da Canova a Boccioni 2011, p. 231, n. IX.136; Segantini 2014, n. 67, p. 192.

L’opera proviene dalla collezione di Alberto Grubicy, fratello del pittore e mercante d’arte Vittore, principale mecenate di Segantini. Nel 1899 Alberto la presenta assieme ad altre di sua proprietà e a quelle degli eredi del pittore alla mostra allestita alla Permanente di Milano a pochi mesi dalla prematura scomparsa dell’artista. Il cartone giunse successivamente nella raccolta milanese di Giuseppe Benzoni, dispersa all’asta nel 1926, anno in cui l’opera apparve alla mostra dedicata al pittore in occasione della XV Esposizione internazionale d’arte della città di Venezia. Nella seconda metà del Novecento entra a far parte della collezione milanese di Nedda Grassi che la donerà alla Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde nel 1975.
Eseguito a carboncino e biacca, condivide il soggetto di un altro disegno, di minori dimensioni ma pittoricamente definito in ogni dettaglio, esposto nel 1888 e oggi conservato in una raccolta privata svizzera. Il formato ingrandito dell’opera, il segno secco e rapido quasi a suggerire un ricalco, e la stessa tecnica disegnativa, ne suggeriscono l’ipotesi di realizzazione o utilizzo da parte di Segantini quale cartone o disegno preparatorio per un’opera di grandi dimensioni, forse mai realizzata. Entrambi i disegni appartengono alla serie di studi compiuti sul lavoro agricolo a Savognino, paese del Cantone dei Grigioni dove Segantini, grazie al sostegno finanziario di Vittore Grubicy, si era trasferito con la famiglia nel 1886, e dove conduceva le prime sperimentazioni divisioniste che lo porteranno a elaborare Le due madri (1889, Milano, Galleria d’Arte Moderna).

Laura Casone

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