opere in mostra

Opere in mostra

 

Gregorio Sciltian, Ritratto del professor Giordano Dell'Amore

Gregorio Sciltian, Ritratto del professor Giordano Dell'Amore
Gregorio Sciltian, Ritratto del professor Giordano Dell'Amore

GREGORIO SCILTIAN

(Nachic˘evan, Rostov sul Don, Armenia, 1900 - Roma, 1985)
 

Ritratto del professor Giordano Dell’Amore, 1981
olio su tela, 100 x 80 cm, firmato in basso a sinistra: “G. Sciltian”, Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI01420AFC
Esposizioni: 2015, Firenze, L’illusione, n. 24.
Bibliografia: 1995, p. 498, ill. 1021; S. Rebora, in Le collezioni d’arte 2000, p. 352, n. XIX; L’illusione 2015, p. 116, n. 24.

Avviata nel 1924 e ampliata nel secondo dopoguerra, la Galleria dei Ritratti dei presidenti della Cassa di Risparmio conobbe un importante incremento all’inizio degli anni ottanta, quando furono commissionati quelli di Reno Ferrara, eseguito nel 1981 dal pittore fiorentino Romano Stefanelli, e di Giordano Dell’Amore. Per quest’ultimo, inizialmente l’incarico era stato conferito al pittore di fama internazionale Pietro Annigoni, il quale vi rinunciò non potendo lavorare dal vero perché Dell’Amore si rifiutò di posare; quindi la commissione passò a Gregorio Sciltian che impiegò una fotografia.
Di origini armene, l’artista aveva ottenuto un notevole successo in Italia fin dal 1925 con la mostra allestita presso la Casa d’Arte Bragaglia di Roma, dove figurava il Ritratto del pittore futurista Ivo Pannaggi (1925, Roma, collezione Sciltian). Dal 1930 si affermò dapprima come ritrattista di personaggi del mondo dello spettacolo e in seguito anche della nobiltà e dell’alta borghesia imprenditoriale, come attestano il Ritratto del conte Giancarlo Camerana (1952, Torino, collezione Camerana) e quello del commendatore Dante Coda, all’epoca presidente dell’Istituto San Paolo (1963, già collezione Istituto San Paolo).
La commissione del Ritratto di Giordano Dell’Amore coincide con la massima affermazione dell’artista che nel 1980 allestì una mostra antologica a Milano, presso la Rotonda della Besana, dove figuravano trompe l’æil, nature morte, alcuni autoritratti e ritratti, tra i quali quello di grande intensità dell’editore milanese Arnoldo Mondadori (1960, Milano, collezione Mondadori).
Nel 1956 nel testo programmatico Pittura della realtà, Sciltian aveva illustrato il suo metodo di lavoro che prevedeva lo studio dal vero del volto e delle mani del modello per ottenere il massimo della verosimiglianza, mentre per definire la composizione si serviva di un manichino. Dalla ininterrotta riflessione sulla pittura del Seicento deriva, invece, l’uso sapiente della luce che avvolge il personaggio in un’atmosfera magica e sospesa. A questi modelli di ispirazione fiamminga è riconducibile, inoltre, l’introduzione nella scena della natura morta di libri e fogli, che allude alla professione e alla statura intellettuale dell’effigiato.
Giordano Dell’Amore fu economista di fama internazionale, rettore dell’Università Commerciale Luigi Bocconi e presidente della Cassa di Risparmio dal 1952. Durante la sua direzione l’istituto bancario conobbe una notevole espansione, divenendo una banca moderna di grandi dimensioni. Dell’Amore, inoltre, fu promotore di numerose iniziative per la crescita dell’economia lombarda e di quella nazionale, e della nascita delle casse di risparmio nei paesi in via di sviluppo.

Elena Lissoni

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