opere in mostra

Opere in mostra

 

Guido Tallone - Manovra nell’orto o La mia locomotiva

Guido Tallone   Manovra nell’orto o La mia locomotiva
Guido Tallone Manovra nell’orto o La mia locomotiva

GUIDO TALLONE

(Bergamo, 1894 - Alpignano, Torino, 1967)
 

Manovra nell’orto o La mia locomotiva, 1961
olio su tela, 60 x 80,5 cm, firmato e datato sul verso, sulla tela, al centro, iscrizione a pennello: “Manovra / nell’orto / G. Tallone / Alpignano / estate 61”. Sul telaio, in alto a sinistra, etichetta cartacea “Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente / XXII Biennale Nazionale d’Arte” e timbro a inchiostro della stessa esposizione; in alto a destra, numero a matita blu “354 - 2”, Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI00421AFC
Esposizioni: 1961-1962, Milano, Permanente, n. 81; 2010, Pavia, n. 25.
Bibliografia: XXII Biennale s. d. [ma 1961], p. 23, n. 81 (La mia locomotiva); Ausenda 1995, p. 513, ill. n. 1062 (La mia locomotiva); Tallone 1998, I, p. 186, n. 314, ill. (La mia locomotiva); L. Lecci, in Le collezioni d’arte 2000, pp. 302-303, n. 329, ill. p. 302; Da Hayez a Sironi 2010, p. 66, n. 25, ill. p. 67 (La mia locomotiva).

Tallone partecipa con questa e altre due opere alla XXII Biennale Nazionale d’Arte allestita presso la Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano dal novembre 1961 al gennaio 1962; in tale occasione il dipinto è acquistato dalla Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde. L’opera appare in catalogo col titolo La mia locomotiva ma l’iscrizione autografa presente sul verso della tela restituisce il titolo originale assegnato dal pittore, Manovra nell’orto, e la data di esecuzione (1961).
Importante esempio della tarda produzione del pittore, la tela testimonia inoltre due caratteristiche emblematiche della sua personalità. In primo luogo, la passione per i viaggi che lo spinge sin da giovane a compiere frequenti soggiorni all’estero e che, negli anni della maturità, lo vede spostarsi per l’Italia con la sua “Giardinetta”, automobile acquistata alla fine degli anni quaranta e allestita come casa-studio. Nel 1957 una paralisi interrompe bruscamente l’attività del pittore che, tuttavia, in breve tempo, si ristabilisce, tanto che i viaggi riprendono tre anni dopo, quando Tallone sottoscrive un abbonamento di libera circolazione sull’intera linea ferroviaria italiana; a ulteriore coronamento di questa passione, egli acquista una locomotiva in disuso della linea “Chivasso-Torino”. L’oggetto, quanto mai inusuale, ha una destinazione ancora più eccentrica, poiché è destinato alla casa di famiglia ad Alpignano, nel cui giardino si fanno appositamente posare alcune decine di metri di binari. Il dipinto in mostra rappresenta una vivace impressione del nuovo “allestimento” del giardino, al quale Tallone dedica nel 1962 una seconda tela, Locomotiva ad Alpignano.
Il legame con la casa e il territorio nei dintorni di Alpignano rappresenta un elemento ricorrente nella vita e nell’arte del pittore. Figlio di Cesare Tallone, con gli altri membri della numerosa famiglia Guido trascorre gran parte dell’infanzia nella dimora ereditata dalla madre Eleonora Tango; nei decenni seguenti vi si trasferisce per lunghi soggiorni, alternati a periodi di lavoro a Milano e, dal secondo dopoguerra, a Burano e Torcello. Nella campagna piemontese egli trova ispirazione per la pittura di paesaggio fin dai primi anni di attività, mai abbandonando anche nei decenni a seguire la personale ricerca artistica che lo vede sempre saldamente legato al dato reale. Nella produzione più tarda, trova inoltre conferma la sua grande padronanza del mezzo pittorico: nell’opera qui esposta il sapiente accostamento dei diversi toni del verde stesi a libere pennellate ricreano l’atmosfera ombrosa del giardino di Alpignano, attraversato dalla locomotiva che
pur nella sua imponenza sembra fondersi senza alcuna contrapposizione con l’ambiente circostante.

Laura Casone

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA