opere in mostra

Opere in mostra

 

Innocente Cantinotti - Ritratto del conte Galeazzo Manna Roncadelli

Innocente Cantinotti   Ritratto del conte Galeazzo Manna Roncadelli
Innocente Cantinotti Ritratto del conte Galeazzo Manna Roncadelli

INNOCENTE CANTINOTTI

(Milano, 1877-1940)
 

Ritratto del conte Galeazzo Manna Roncadelli, 1925
olio su tavola, 100 x 75 cm, firmato e datato in basso a destra: “I. Cantinotti 1925 / da quadro dell’Ottocento”; sul verso, sul telaio, in basso a sinistra etichetta cartacea a stampa: “CASSA DI RISPARMIO / DELLE PROVINCIE LOMBARDE/ Economato/ 6”, Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI00018AFC
Bibliografia: Cova, Galli 1991, vol. IV, ill. p. 16; S. Rebora, in Le collezioni d’arte 2000, p. 349, n. XII.

Nel 1924 Giuseppe De’ Capitani d’Arzago, da poco eletto presidente della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, commissiona ad Antonio Pasinetti il Ritratto dell’avvocato Giuseppe Marcora che, unendosi al Ritratto del conte Alessandro Porro di Luigi Crippa e al Ritratto del senatore ingegnere Giuseppe Speroni di Giannino Castiglioni, costituisce il primo nucleo di una galleria gratulatoria dei ritratti dei passati presidenti dell’Istituto. Per completarla si commissionarono, tra il 1925 e il 1926, copie da dipinti, stampe o fotografie rintracciate presso gli eredi o in raccolte pubbliche. È questo il caso dell’opera in mostra e dei ritratti del conte Diego Guicciardi e del conte Giovanni Pietro Porro, entrambi di Italo Josz, del Ritratto del conte Giulio Ottolini Visconti di Mario Moretti Foggia e del Ritratto del marchese Carlo Del Mayno di Lazzaro Pasini.
Il conte Galeazzo Manna Roncadelli (1800-1877) fu presidente della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde dal 1857 al 1860, dopo esserne stato vicepresidente dal 1852 e, dal 1844, membro della Commissione Centrale di Beneficenza in rappresentanza della provincia di Cremona. Per rintracciare un suo ritratto, al fine di farne eseguire una copia, la presidenza dell’Istituto si rivolge direttamente alla figlia, la contessa Maria di Carpegna Manna Roncadelli che nel luglio 1925 comunica di essere in possesso di un’opera del pittore cremonese Giovanni Bergamaschi: trattandosi, tuttavia, di un’effige raffigurante il solo volto, il dipinto non risulta utile all’impresa che prevede un’iconografia a mezzo busto. Questa è rintracciata in un ritratto di pittore anonimo di proprietà del marchese Guido Sommi Picenardi, nipote di Manna Roncadelli: la tela è inviata all’Istituto nel settembre 1925 e il mese seguente Innocente Cantinotti è incaricato di eseguirne una copia di dimensioni maggiori. Firmando l’opera, il pittore tiene traccia della sua fonte iconografica, specificando di averla tratta da un “quadro dell’Ottocento”.

Laura Casone

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