opere in mostra

Opere in mostra

 

Luigi Brignoli - Ritratto del marchese avvocato Giuseppe De’ Capitani d’Arzago

Luigi Brignoli   Ritratto del marchese avvocato Giuseppe De’ Capitani d’Arzago
Luigi Brignoli Ritratto del marchese avvocato Giuseppe De’ Capitani d’Arzago

LUIGI BRIGNOLI

(Palosco, Bergamo, 1881 - Bergamo, 1952)
 

Ritratto del marchese avvocato Giuseppe De’ Capitani d’Arzago, 1946
olio su tela, 105 x 80 cm, firmato e datato in basso a destra: “L. Brignoli /1946”, Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI00016AFC
Bibliografia: Cova, Galli 1991, vol. IV, p. 35; S. Rebora, in Le collezioni d’arte 2000, p. 351, n. XVI.

Allievo di Cesare Tallone, prima presso l’Accademia Carrara di Bergamo e poi a Brera, fin dal suo esordio alla Royal Academy di Londra nel 1903, Luigi Brignoli avviò un’intensa attività di ritrattista, raggiungendo la sua completa affermazione sulla scena artistica nazionale con il Ritratto della signora Cito che figurava all’Esposizione di Brera del 1916, allestita presso la Permanente, e con quello del commendator Luigi Beltracchini inviato alla XV Biennale di Venezia del 1926. Nello stesso anno espose alla Galleria Pesaro il Ritratto dello scultore Enrico Pancera (Bergamo, Accademia Carrara) insieme a una serie di paesaggi, vivaci testimonianze visive dei suoi primi viaggi in Algeria, cui sarebbero seguiti ripetuti soggiorni in Tunisia e Tripolitania.
Dopo aver ricoperto la carica di professore della Scuola di Pittura dell’Accademia Carrara dal 1927 al 1930, nel decennio successivo Brignoli proseguì l’attività espositiva soprattutto a Milano, dove nel 1942 allestì una mostra personale alla Permanente con oltre cento opere. In coincidenza con la sua massima notorietà, nel 1946, dipinse il ritratto del marchese avvocato Giuseppe De’ Capitani d’Arzago, presidente della Cassa di Risparmio dal 1924 al 1944. Di origini aristocratiche, eletto deputato per la prima volta nel 1913, quest’ultimo aveva iniziato la sua carriera politica con il Partito Liberale, facendosi poi promotore dell’alleanza con il Partito Nazionale Fascista. Sottosegretario di Stato al Ministero del Tesoro e della Pubblica Istruzione, quindi ministro dell’Agricoltura del Governo Mussolini, fu podestà di Milano nel 1928 e, infine, vicepresidente del Senato dal 1934 al 1939.
Un anno dopo la sua scomparsa – avvenuta nel 1945 – Brignoli lo ritrae nello studio, servendosi di una fotografia: nell’impostazione della figura in piedi e nella solida struttura volumetrica si riconosce un modello ripetutamente adottato dal pittore fin dall’inizio del secolo, aggiornato attraverso l’impiego di una condotta pittorica morbida e un suggestivo contrasto di luci, rintracciabili anche nel coevo Ritratto di Pietro Moneta (Milano, Raccolte d’Arte dell’Ospedale Maggiore). Nella sua ufficialità l’immagine ci restituisce la dignità e l’austerità del personaggio, lasciando affiorare una tensione appena trattenuta nel gesto della mano che stringe nervosamente i documenti sulla scrivania, quasi a suggerire la sconfitta politica conseguente al crollo del regime fascista, dal quale Giuseppe De’ Capitani d’Arzago si era dissociato nel 1943.

Elena Lissoni

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA