opere in mostra

Opere in mostra

 

Luigi Zago - Le demolizioni a Brescia per la realizzazione di piazza della Vittoria

Luigi Zago   Le demolizioni a Brescia per la realizzazione di piazza della Vittoria
Luigi Zago Le demolizioni a Brescia per la realizzazione di piazza della Vittoria

LUIGI ZAGO

(Villafranca, Verona, 1894 - Mendoza, Argentina, 1952)
 

Le demolizioni a Brescia per la realizzazione di piazza della Vittoria, 1930
olio su compensato, 59,5 x 74,3 cm, firmato in basso a destra: “LUIGI ZAGO”; al verso, sulla tavola, in alto a sinistra, a matita: “Brescia / Costruzioni / 1930”; in alto, al centro, a matita: “Piazzale della Vittoria”; etichetta cartacea, a stampa: “LUIGI ZAGO / DA VILLAFRANCA”; dattiloscritto: “Demolizioni per / la piazza della Vittoria / nel 1931”; a matita e biro rossa: “trasporto nel salone vanvitelliano del Palazzo della Loggia a Brescia alla mostra per Artisti Scomparsi dal 5 Aprile al 8 Maggio 1966”; a stampa: “8 AL 20 DE SEPTIEMBRE DE 1952 / GALLERIA RENOM / CORDOBA 916 ROSARIO”. Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI00825AFC
Esposizioni: 1952, Cordoba Rosario, Esposizione personale (senza catalogo), s.n.; 1966, Brescia, Mostra degli Artisti scomparsi (senza catalogo), s.n.
Bibliografia: Luigi Zago 1977, tav. 38, p. 135 (Piazza della Vittoria a Brescia); F.P. Rusconi, in Le collezioni d’arte 2000, p. 322, n. 350.

Formatosi da autodidatta, Luigi Zago sospende l’attività pittorica per partecipare alla Prima guerra mondiale, quindi prosegue gli studi sotto la guida di Vettore Zanetti Zilla, dedicandosi principalmente ai generi della natura morta e del paesaggio. Dopo aver esordito nel 1925 alla III Biennale Romana, partecipa alle Esposizioni Nazionali allestite presso il Palazzo della Permanente di Milano dal 1927, alla II Mostra del Novecento Italiano del 1929 e alle Biennali di Venezia del 1928 e 1930. Nel 1928 la Galleria Micheli di Milano gli dedica una mostra personale che cattura l’interesse di Carlo Carrà e di Aldo Carpi.
Tra il 1930 e il 1933 l’artista realizza una serie di dipinti – tra i quali L’Arco di Traiano e La demolizione della Rupe Tarpea, entrambi nella Collezione di Fondazione Cariplo – che documenta alcune delle trasformazioni urbanistiche promosse dal governo fascista con l’intento di conferire un aspetto moderno alle città italiane, in molti casi a discapito di parte del tessuto urbano di notevole rilevanza storica. A questa produzione appartiene anche l’opera in mostra, testimonianza visiva della demolizione del quartiere medievale delle Pescherie a Brescia, la porzione meridionale del Carmine che, oltrepassato il Palazzo della Loggia, si estendeva fino a piazza del Mercato. Il progetto, avviato nel 1927 con la riforma del piano regolatore comunale, prevedeva la realizzazione su quell’area dell’attuale piazza della Vittoria, ideata dall’architetto romano Marcello Piacentini. Il cantiere bresciano, uno dei più importanti ed estesi dell’epoca, è qui ripreso dallo spiazzo antistante, chiuso da un muro di cinta, dal quale si elevano i ponteggi, con la cattedrale di Santa Maria Assunta e la Torre del Pegol sullo sfondo. La luce del tramonto proietta ombre lunghe sul selciato conferendo all’immagine un senso di malinconia, accentuato dalla figura dell’uomo in primo piano, ritratto con il capo reclinato, in attesa.

Elena Lissoni

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