opere in mostra

Opere in mostra

 

Mario Nigro - Dello spazio totale

Mario Nigro   Dello spazio totale
Mario Nigro Dello spazio totale

MARIO NIGRO

(Pistoia, 1917 - Livorno, 1992)
 

Dallo Spazio totale, 1953-1954
olio su tela, 73 x 50 cm, firmato e datato al verso: “Mario Nigro / Dallo “Spazio totale” / 1953-1954”, Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI00426AFC
Esposizioni: 1962, Corbetta, Prima mostra, n. 43.
Bibliografia: Prima mostra 1962, s.p., n. 43, s. ill.; L. Lecci, in Le collezioni d’arte 2000, pp. 249-250, n. 255.

Realizzato tra il 1953 e il 1954 e acquistato nel 1962 alla I Mostra d’Arte Ca’ Verza di Corbetta, il dipinto è uno dei primi e migliori risultati di una ricerca che Mario Nigro condusse sulla natura dello spazio della tela durante più di un decennio. La superficie è attraversata da bande di reticoli di colore giallo che si sovrappongono l’una sull’altra a formare piani trapezoidali. L’obiettivo dell’artista è che la superficie bidimensionale possa accogliere anche la terza e la quarta dimensione: la profondità e il tempo. In questo modo, il piano della tela si trasforma in uno spazio totale, una rappresentazione del concetto dello spazio-tempo attorno cui ruota l’astrofisica moderna.
La ricerca artistica di Nigro si innestava su quelle dei futuristi, in particolare su quella condotta da Giacomo Balla, che nel medesimo periodo anche Lucio Fontana stava approfondendo con lo spazialismo. Come emerge dagli scritti autografi, inoltre, Nigro era fortemente influenzato dall’opera di Kazimir Malevich e di Piet Mondrian. L’astrattismo neo-costruttivo di Nigro, tuttavia, non era nutrito solo di interessi artistici e scientifici – erano gli anni della diffusione delle ricerche sull’universo – ma anche di suggestioni musicali che gli derivavano dall’ascolto della musica dodecafonica.
Nel 1948 Nigro aveva aderito al Movimento d’Arte Concreta fondato a Milano da Atanasio Soldati, Bruno Munari, Gianni Monnet e Gillo Dorfles. Secondo il MAC, l’arte doveva tornare a riflettere sui suoi elementi essenziali, sulla linea, la superficie, il colore, considerati concreti perché alla base di tutta la grammatica artistica. Queste posizioni ponevano l’artista su un fronte opposto rispetto a Giulio Turcato, la cui scelta non figurativa era maturata anche da una riflessione di natura politica.

Antonella Crippa

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