opere in mostra

Opere in mostra

 

Nino Springolo - Il fiume al sobborgo o Zona industriale

Nino Springolo   Il fiume al sobborgo o Zona industriale
Nino Springolo Il fiume al sobborgo o Zona industriale

NINO SPRINGOLO

(Treviso, 1886-1975)
 

Il fiume al sobborgo o Zona industriale, 1949
olio su tela, 62 x 78 cm, firmato in basso a destra “N. SPRINGOLO”; al verso, sul telaio, in alto a sinistra due etichette cartacee della XXV Esposizione Biennale d’Arte di Venezia: “XXV ESPOSIZIONE BIENNALE D’ARTE - VENEZIA 1950 / ARTISTI INVITATI / NOME E COGNOME: Nino Springolo / TITOLO DELL’OPERA Il fiume al sobborgo / PREZZO DI VENDITA Lire 120.000 (centoventimila) / PROPRIETARIO: Nino Springolo / INDIRIZZO: Treviso, Via Montello 6”. Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI02073AFC
Esposizioni: 1950, Venezia, XXV Biennale, n. 9.
Bibliografia: XXV Biennale 1950, p. 62, n. 9 (Il fiume al sobborgo); Rossi Bortolatto 1966, s.n.p.; P. Zatti, in Le collezioni d’arte 2000, p. 295, n. 319.

Il dipinto figurava alla XXV Biennale di Venezia del 1950, insieme con altre due opere (Il modello greco e Recesso campestre), tutte datate 1949.
A partire dal 1919, in seguito al suo trasferimento a Onè di Fonte, vicino ad Asolo, e poi a Treviso dal 1925, Springolo si dedicò all’esecuzione di vedute della provincia veneta, della campagna trevigiana e delle isole lagunari, replicate in innumerevoli versioni fino agli anni cinquanta, tra le quali Casetta rossa a Mazzorbo e Laguna di Venezia (entrambe Collezione Fondazione Cariplo).
L’artista adottò un metodo di lavoro che prevedeva lo studio dal vero del paesaggio, interpretato attraverso rigorose composizioni geometriche di forme e colori, riconducibile al suo interesse per l’opera di Paul Cézanne, che aveva avuto modo di vedere in occasione della retrospettiva che la XII Esposizione Internazionale d’arte della città di Venezia aveva dedicato all’artista francese nel 1920. Ne derivano immagini semplici ed equilibrate, caratterizzate da una materia lucente e da una luminosità chiara, accolte favorevolmente alle mostre di Ca’ Pesaro a partire dal 1923, alle Biennali di Venezia dal 1924 al 1950 e alle Quadriennali romane fino al 1952.
Dal 1905 il corso del fiume Sile e la campagna circostante sono tra i suoi soggetti prediletti, affrontati riproponendo la stessa inquadratura in diverse condizioni di luce e di atmosfera in molte opere, come Il fiume in Primavera (1928), Un angolo di fiume (1934), Veduta del Sile, Sile d’Autunno (1935) e Fiume in primavera (1953). Il dipinto in mostra testimonia la fase più matura di tale ricerca che, in questo caso, registra con disincanto la trasformazione del paesaggio determinata dal rapido sviluppo industriale.

Elena Lissoni

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