opere in mostra

Opere in mostra

 

Timo Bortolotti - Mondina o Massaia rurale

Timo Bortolotti   Mondina o Massaia rurale
Timo Bortolotti Mondina o Massaia rurale

TIMO BORTOLOTTI

(Darfo, Brescia, 1889 - Milano, 1951)
 

Mondina o Massaia rurale, 1936
bronzo, 44 x 51 x 24 cm, firmato in basso a destra: “TIMO BORTOLOTTI”, Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. BI00007AFC,
Esposizioni: Mortara, Prima Mostra d’arte, s.n.; 1937, Milano, Galleria Pesaro, Prima mostra, n. 3.
Bibliografia: Prima Mostra d’arte 1936, tav. XXI, s.n.p.; Prima mostra 1937, p. 17, n. 3, ill. s.p. (Massaia rurale); Balestrieri 1937; Panzetta 1996, pp. 142-143, n. 96; S. Fontana, in Le collezioni d’arte 2000, pp. 64-64, n. 31.

La scultura fu acquistata nel 1937 in occasione della I Mostra d’Arte degli Artisti Milanesi Mutilati di Guerra allestita alla Galleria Pesaro di Milano. Il bronzo raffigura la parte superiore del busto di una mondina: la donna ha la bocca socchiusa, la testa coperta da un fazzoletto ed è vestita con un grembiule.
L’opera è stata realizzata nel 1936, anno in cui ne fu prodotta anche una seconda versione che ha lo stesso titolo Mondina, ora in collezione privata. In quel periodo, lo scultore realizzava pezzi di dimensioni ridotte, anche in terracotta, di soggetto borghese o popolare, come quello di Contadinello del 1935 che è conservato alla Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. In quest’ultimo genere di produzione, Timo Bortolotti lasciava emergere il suo realismo di matrice ottocentesca che derivava anche dagli studi con Cesare Tallone all’Accademia di Brera.
Nello stesso frangente, Bortolotti era impegnato in imprese decorative pubbliche e religiose; con il crescere del successo si era trasferito a Milano nel 1924 ed era rimasto in città fondando una scuola con Achille Funi alle soglie degli anni trenta. Da lì a qualche anno, nel 1938, avrebbe completato l’altorilievo Praetor per il Palazzo di Giustizia di Milano, alla cui decorazione avrebbero partecipato anche Alberto Bazzoni e Arturo Martini.

Antonella Crippa

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