opere in mostra

Opere in mostra

 

Ambito di Giulio Cesare Procaccini - Maddalena in meditazione con teschio

Ambito di Ercole Procaccini il giovane   Maddalena in meditazione con teschio
Ambito di Ercole Procaccini il giovane Maddalena in meditazione con teschio

AMBITO DI GIULIO CESARE PROCACCINI

(XVII secolo)
 

Maddalena in meditazione con teschio, prima metà del XVII secolo
olio su tela, 40 x 50 cm Mantova, collezione privata
Bibliografia: inedito.

La piccola tela rappresenta la Maddalena che mostra a una fanciulla dal sorriso ambiguo un teschio, ovvero un memento mori che ispira le meditazioni delle due donne. La giovinetta in ombra sullo sfondo, dipinta con tonalità di colore bruno-rossastre, mostra, nel suo sorriso, reminescenze leonardesche, che sono tipiche della scuola milanese e lombarda. Al contrario una luce calda e dorata investe le guance dall’incarnato rossastro della Maddalena e, scendendo sulle spalle nude, mette in evidenza i capelli biondi e lunghi, che risaltano sul morbido chiaroscuro dell’incarnato.

Allo stesso tempo le due protagoniste rivelano un’elevata vena di sensualità, che appare chiara soprattutto nelle labbra di un rosso intenso e nelle guance dal colorito rosato, dettagli che risultano accentuati dall’uso di una materia pittorica ricca e sontuosa.

La struttura compositiva è serrata eppure bilanciata, così da porre in risalto soprattutto lo scorcio della testa ripiegata della santa. Una simile impostazione crea un più diretto avvicinamento alla protagonista del quadro, al fine di favorire un colloquio e una stretta vicinanza. Le tre teste formano un insieme con dei significati ben precisi: un’allusione alla vita e alla fine della stessa con la morte.

La figura della Maddalena, con il capo leggermente reclinato, è una raffigurazione tipica nelle opere del maestro Giulio Cesare Procaccini (1574-1625). In particolare una posa del tutto simile caratterizza il disegno con Testa di donna riferito a Procaccini e conservato a Chatsworth (Devonshire Collection).

Tuttavia la qualità dell’opera, per quanto elevata, non permette di riferirla al maestro, ma piuttosto al suo ambito e alla sua numerosa scuola, tra cui emerge il nipote Ercole Procaccini il giovane (Milano, 1605- 1680).

Augusto Morari

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