opere in mostra

Opere in mostra

 

Angelo Morbelli - Trittico della vita

Angelo Morbelli   Trittico della vita
Angelo Morbelli Trittico della vita

ANGELO MORBELLI

(Alessandria, 1853 - Milano, 1919)
 

Sogno e realtà (Trittico della vita), 1905
olio su tela, 112 x 80; 112 x 79; 112 x 80 firmato e datato in basso a destra sul libro: “morbelli / 1905” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, Gallerie d’Italia - Piazza Scala, inv. AH01476AFC
Esposizioni: 1905, Venezia, Sesta Esposizione Internazionale, sala XXVI-XXVII, n. 31; 1920, Milano, Famiglia Artistica, Mostra di Angelo Morbelli, sala I, n. 3 (catalogo non reperito); 1982, Alessandria-Roma, Angelo Morbelli, n. 42; 1990, Trento, Divisionismo italiano, n. 48; 2007, Milano, La vita fragile, n. 21; 2008-2009, Bergamo, Ottocento tra realtà e sogno, s.n. Bibliografia: Sesta Esposizione Internazionale 1905, p. 118, n. 31; Mostra postuma [1930], p. 19 (Trittico della vita); Angelo Morbelli 1982, p. 169, n. 42, ill. p. 131; A. Scotti, in Divisionismo italiano 1990, p. 188, n. 48, ill. p. 189 (con bibliografia precedente); Scotti 1991, pp. 33-34, p. 90 n. 24, ill.; S. Rebora, in Le collezioni d’arte 1999, pp. 283-285, n. 186, ill. pp. 282-283 (con bibliografia precedente); La vita fragile 2007, p. 252, n. 21, ill. p. 202; Ottocento tra realtà e sogno 2008, ill. pp. 80-81; P. Segramora Rivolta, in Da Canova a Boccioni 2011, p. 247, n. XII.186, ill.

Il trittico, proveniente dalla raccolta milanese di Federico Aurnheimer e successivamente passato in quella di Pietro Ruffini che ne possedeva anche il disegno preparatorio, è apparso nel 1905 alla VI Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia.

Il pittore riprende un tema ricorrente nella sua pittura, affrontato fin dal 1888 quando, all’annuale manifestazione dell’Accademia di Brera, ottiene il premio Fumagalli con il dipinto Giorni... ultimi! (Milano, Galleria d’Arte Moderna), già esposto a Venezia nel 1887 e primo di una serie di opere eseguite nell’arco del decennio successivo sulla condizione degli anziani ospiti del Pio Albergo Trivulzio in via della Signora.

All’inizio del nuovo secolo una rinnovata attenzione per il tema porta il pittore ad allestire un proprio studio nel palazzo Trivulzio, prima del trasferimento dell’istituto, nel 1910, in un più ampio complesso alla periferia cittadina. Queste ricerche conducono Morbelli dal verismo della sua prima pittura sociale a una riflessione che accoglie una nuova sensibilità vicina al simbolismo, nell’ambito di uno studio sempre più maturo sui principi scientifici della pittura divisionista.

Esito di questi anni di lavoro è il ciclo di dipinti intitolato Poema della Vecchiaia, di cui il trittico nella Collezione Fondazione Cariplo rappresenta l’epilogo. Nel 1904 il pittore, descrivendo l’opera non ancora ultimata all’amico Giuseppe Pellizza, parla di due anziani coniugi che, assopiti, ricordano in un sogno comune l’idillio dell’amore passato. L’ultima età della vita si ricongiunge così a quella giovanile attraverso il sogno e il ricordo e questa labile continuità, simbolo del ciclo della vita, è fisicamente scandita dall’arabesco della balaustra che ricorre nella visione onirica della giovane coppia così come nell’immagine dei due anziani addormentati. Il tema del ricordo come rievocazione di un’età della vita ormai trascorsa, già presente nella letteratura decadente, può considerarsi il filo conduttore delle opere eseguite in questi anni: citiamo almeno Mi ricordo quand’ero fanciulla (Tortona, Collezione Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona), presentata nel 1903 assieme ad altri cinque episodi del Poema alla V Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia.

Laura Casone

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