opere in mostra

Opere in mostra

 

Biagio Poli (Biagio Lombardo?) - Tempesta marina

Biagio Poli (Biagio Lombardo)   Tempesta marina
Biagio Poli (Biagio Lombardo) Tempesta marina

BIAGIO POLI (BIAGIO LOMBARDO?)

(XVII secolo)
 

Tempesta marina, 1650-1680 circa
olio su tela, 132 x 213 cm firmato sulla vela dell’imbarcazione in secondo piano a destra: “biagio poli gen” Mantova, Complesso Museale Palazzo Ducale, inv. st. 726
Esposizioni: 2006, Padova, Antologia. Mostra mercato di arte e antiquariato, n. 1. Bibliografia: Ozzola 1949, p. 241; Ozzola 1953, n. 241; Olsen 1961, p. 84; Paccagnini 1973, p. 40; Pallucchini 1981, I, p. 316 e II, p. 1059; E. Antoniazzi Rossi, in Antologia 2006, n. 1; Canepa 2006, p. 196; L’Occaso 2011, pp. 350-351, n. 428.

Protagonista del dipinto è una tempesta che coglie un gruppo di quattro imbarcazioni nel corso di una traversata marina. Le navi sono in balia della furia delle acque e i marinai si affannano per contrastare la forza dirompente della natura: alcuni hanno già trovato riparo sulle rocce in primo piano a destra, mentre altri tentano di mantenere il controllo dei mezzi e di guadagnare un approdo sicuro. Le nuvole scure, gravide di pioggia, coprono il cielo lasciando aperto uno squarcio di azzurro al centro e facendo intravedere, sullo sfondo, il profilo delle montagne. La composizione è costruita attraverso linee diagonali, espediente che accresce il senso di intensità emotiva della scena e comunica, con estrema efficacia, il moto incontrollato delle onde. L’effetto è ulteriormente accresciuto dal sapiente utilizzo della materia pittorica, che è stesa con rapidi tocchi a trasmettere un vivace effetto di movimento, come si osserva nelle minuscole figure di marinai delineati in maniera bozzettistica attraverso poche pennellate.

Il quadro può essere identificato con la “Tempesta di mare” proveniente dalla foresteria dell’eremo camaldolese di Bosco Fontana che entrò in Palazzo Ducale nel 1793 insieme a un pendant raffigurante la veduta di un porto. Tuttavia, come ha messo in luce Stefano L’Occaso, non si può escludere che il dipinto sia una delle due “Borasche di mare” che risultano presenti nella reggia mantovana già nel 1752.

L’iscrizione che si legge sulla vela della nave in secondo piano a destra ci informa sull’autore della tela, il pittore, sinora ignoto, Biagio Poli. Resta invece ancora problematico sciogliere la parola “gen” che segue il nome: una simile abbreviazione è stata letta come riferimento a un’origine genovese dell’artista, aspetto che però non trova ulteriori conferme. Una diversa ipotesi chiama invece in causa il pittore Biagio Lombardo, documentato nei decenni a cavallo del Seicento come autore di paesaggi (L’Occaso 2011, p. 350).

La tela di Palazzo Ducale si inserisce all’intero di un filone tematico che riscosse largo successo nel corso del XVII secolo, quello appunto delle tempeste marine. Questo genere ebbe come principale interprete e divulgatore l’olandese Pieter Mulier, soprannominato, significativamente, il cavalier Tempesta, il quale giunse in Italia nel 1656 e, dopo un’esperienza romana di circa un decennio, si trasferì nel nord della Penisola e fu attivo anche in vari centri della Lombardia (Rodeschini Galati 1989, p. 825) Nel modo di raffigurare il paesaggio, dipinti come quelli presentati in mostra rivelano una sensibilità che, sotto certi aspetti, anticipa il concetto di sublime che troverà piena formulazione a partire dalla metà del Settecento. La natura è infatti vista allo stesso tempo sia come forza che sovrasta e annienta l’uomo, sia nelle vesti di una presenza più rassicurante, come rivela il frammento di cielo terso che, emblematicamente, è inserito quasi al centro della tela.

Michela Zurla

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA