opere in mostra

Opere in mostra

 

Domenico Induno - L’artista nomade o la questua

Domenico Induno   L’artista nomade o la questua
Domenico Induno L’artista nomade o la questua

DOMENICO INDUNO

(Milano, 1815-1878)
 

La questua (L’artista nomade), 1872
olio su tela, 56,7 x 43,5 cm firmato in basso a sinistra: “D.co Induno” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, Gallerie d’Italia - Piazza Scala, inv. FCIP 0067
Esposizioni: 2010, Pavia, Da Hayez a Sironi, n. 5.
Bibliografia: S. Rebora, in Le collezioni d’arte 1999, pp. 213-214, n. 127, ill. p. 213; Da Hayez a Sironi 2010, p. 26, n. 5, ill. p. 27; P. Segramora Rivolta, in Da Canova a Boccioni 2011, p. 224, n. IX.120, ill.

Noto in anni recenti col titolo La questua, il dipinto riprende il soggetto de L’artista nomade, presentato alla Seconda Esposizione Nazionale di Belle Arti di Brera nel 1872 con cui è stato, in passato, erroneamente identificato. Alla manifestazione del 1872 Induno partecipava anche con una sua nuova versione della celebre Cerimonia della collocazione della prima pietra per l’erezione della Galleria Vittorio Emanuele (bozzetto conservato a Milano, Galleria d’Arte Moderna) e assieme ad altre due opere ora nella Collezione Fondazione Cariplo, La pittrice del fratello Gerolamo Induno e Mi ama o non mi ama? di Francesco Valaperta.

Il dipinto appartiene agli anni più maturi del pittore e raffigura un musicista viandante, soggetto ricorrente nella pittura di genere italiana ed europea, già svolto in opere giovanili come Suonatrice di ghironda (1849, collezione privata; una replica del 1857 è conservata a Milano, Galleria d’Arte Moderna) o L’artista nomade (1854 circa, Ascoli Piceno, Pinacoteca Civica). Come già in quest’ultimo dipinto Induno insiste sull’umile condizione dell’artista girovago, ritratto accanto a bambini che mendicano al suo fianco. L’attenzione nei confronti della vita del popolo acquista infatti nelle ultime opere del pittore accenti moralistici, anche sotto l’influenza di Alessandro Manzoni e Victor Hugo, i cui lavori erano allora divulgati a un pubblico più vasto attraverso i romanzi d’appendice. Non è un caso che del pittore sia noto un dipinto giovanile ispirato ai Promessi Sposi (Fra’ Cristoforo di Milano scioglie Lucia dal voto, 1850 circa, Milano, Fondazione Internazionale Balzan) e che tra le sue ultime opere si annoveri Al pozzo (1876, Trieste, Museo Civico Revoltella), dove la piccola protagonista raffigura probabilmente Cosette de I miserabili.

La stesura pittorica con cui è condotta la tela è caratterizzata da studiati accostamenti cromatici e da tocchi che seppur rapidi descrivono con dovizia di particolari i due protagonisti fino a sfaldarsi nel paesaggio all’orizzonte dove si intravede l’inconfondibile mole del duomo di Milano.

Laura Casone

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