opere in mostra

Opere in mostra

 

Mario Vellani Marchi - La “rossina” merlettaia

Mario Vellani Marchi   La “rossina” merlettaia
Mario Vellani Marchi La “rossina” merlettaia

MARIO VELLANI MARCHI

(Modena, 1895 - Milano, 1979)
 

La “rossina” merlettaia, 1957
olio su tela, 81,5 x 61 cm siglato e datato in basso a destra: “mvm57” Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AI00376AFC
Esposizioni: 1959-1960, Milano, XXI Biennale Nazionale, n. 14; 2017-2018, Lodi, L’animo gentile, n. 32.
Bibliografia: XXI Biennale Nazionale 1959, p. 18, n. 14; Tesori d’arte 1995, p. 525, ill. n. 1099; S. Fontana, in Le collezioni d’arte 2000, p. 315, n. 341.

Acquistato nel 1959 in occasione della XXI Biennale Nazionale d’Arte allestita alla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, il dipinto raffigura una merlettaia di Burano. La giovane è seduta accanto a un tavolo su cui è posato un vaso di fiori e indossa una veste viola che contrasta con gli azzurri e i gialli dei mobili e delle pareti della stanza.

L’opera, il cui soggetto è frequente nella produzione dell’artista, è stata realizzata nel 1957 durante un soggiorno sull’isola della laguna veneziana; Vellani Marchi vi si era recato per la prima volta con Pio Semeghini nel 1927, trovando forti consonanze con la seconda generazione della “Scuola di Burano”, un sodalizio formatosi negli dieci grazie a Gino Rossi, Arturo Martini, Giancarlo Novello e Carlo Dalla Zorza. Questi artisti, che operavano nell’ambito delle mostre di Ca’ Pesaro, sostenevano la necessità di riavvicinarsi alla natura, sulla scia della tradizione ottocentesca veneta e delle scuole pittoriche di Barbizon e di Pont-Aven, in opposizione all’ambiente delle Mostre Internazionali.

Vellani Marchi era tornato spesso sull’isola e vi aveva risieduto in modo permanente durante gli anni della Seconda guerra mondiale, realizzando composizioni dal carattere intimista rese da una pennellata larga che, nel tempo, si era avvicinata a quella di Pierre Bonnard.

Nella tela l’artista mostra il medesimo interesse per la rappresentazione di soggetti popolari di Anselmo Bucci, come è evidente in Le sorelle brianzole, anch’esso nella Collezione Fondazione Cariplo. I due artisti si erano trovati insieme molti anni prima, in occasione della XIV Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia del 1924. Mentre Vellani Marchi – che si era affermato come disegnatore e illustratore – esordiva, Bucci, al culmine della carriera, partecipava alla mostra degli artisti del Novecento Italiano. Trasferitosi a Milano, Vellani Marchi era entrato in contatto con il gruppo diventando una delle figure di riferimento della vita artistica della città.

Antonella Crippa

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