opere in mostra

Opere in mostra

 

Pittore romano - Due putti con fiori

Pittore romano   Due putti con fiori
Pittore romano Due putti con fiori

PITTORI ROMANI

(seconda metà del XVII secolo)
 

Due putti con fiori, 1650-1700
olio su tela, 120 x 96 cm Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AF01251AFC
Bibliografia: R. Colace, in Le collezioni d’arte 1998, pp. 312-313, n. 167.

Il dipinto proviene dalla raccolta di Caterina Marcenaro, dove era conservato come frutto della collaborazione tra Pieter Paul Rubens e Jan Brueghel. Federico Zeri avanza con cautela un’attribuzione a Franz Werner von Tamm (R. Colace, in Le collezioni d’arte 1998, p. 312), artista tedesco attivo a Roma tra la seconda metà del Seicento e il principio del Settecento: autore di diversi dipinti di soggetto simile a questo, con composizioni floreali, nature morte, piccoli animali e putti, talvolta realizzati con il concorso di artisti italiani come Giacinto Grandi e Giambattista Gaulli.

Anche Raffaella Colace, nella scheda del volume dedicato alle raccolte della Fondazione Cariplo, mantiene vivi per i Due putti con fiori i riferimenti all’ambiente romano. Individuando una matrice marattesca nella composizione e un ricordo del Baciccio nella tipologia dei putti, propone di portare la cronologia al principio del Settecento e avanza confronti con le opere di collaborazione tra Francesco Trevisani e Maximilian Pfeiler. Davide Dotti, in una perizia inviata alla Fondazione Cariplo, giudica il quadro “un vero capolavoro di Mario Nuzzi”, detto Mario dei Fiori (Roma, 1603-1673), uno dei più importanti fioranti italiani del Seicento: “un’opera databile al settimo decennio del XVII secolo, allorquando la sua estetica si apre completamente al barocco”. Avanzando un poco la cronologia, risulta convincente l’avvicinamento all’ambito di Nuzzi, anche se è difficile sottoscrivere la proposta di autografia. L’intensa e quasi sulfurea cromia della raffinata composizione floreale ricorda molto da vicino la cifra stilistica del pittore romano, i cui numerosi esercizi sul tema sono caratterizzati da un maggiore equilibrio e da una più attenta risoluzione degli effetti di profondità. Puntano comunque in direzione dell’ambiente romano dell’ultimo Seicento anche i due putti, realizzati certamente da una mano diversa e probabilmente riferibili a un artista vicino a Carlo Maratta e in rapporto con Guglielmo Cortese, pittore attivo nell’Urbe nel terzo quarto del XVII secolo. Al riguardo va ricordato che di quest’ultimo si conoscono diversi dipinti eseguiti in collaborazione con specialisti di natura morta, come Abraham Brueghel e Francesco Mantovano.

Stefano Bruzzese

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