opere in mostra

Opere in mostra

 

Sonia Costantini - LC14-21 Bronzo Verde scuro

LC14 21 Bronzo  Verde scuro
LC14 21 Bronzo Verde scuro

SONIA COSTANTINI

(Gazzo Bigarello, Mantova, 1953)
 

Icone:
LC14-21 Bronzo / Verde scuro, 2014

acrilici su tela, 24 x 24 cm, 15 x 24 cm (ciascuna opera) firmato e datato al verso, al centro, in alto, a biro: “Sonia Costantini 2014” (cat. 64); firmati e datati al verso, al centro, in alto, con pennarello nero a punta sottile: “Sonia Costantini 2015” (catt. 65, 66) Mantova, proprietà dell’artista
Esposizioni: 2017, Milano, Aspetti di superficie (LC14-21 Bronzo/ Verde scuro), s.n..

Bibliografia: Aspetti di superficie 2017, pp. 16-17 ill., p. 33 (DB15-15 Oro rosso/Nero e FF15-18 Argento inglese/Porpora Cesariana: inediti).

I tre dipinti appartengono al ciclo Icone, costituito da dodici lavori, in cui l’autrice ha cercato “di trovare una sintesi tra la visione tattile del colore e la forma che lo contiene, stimolata anche da letture dell’opera del filosofo e scienziato russo Pavel A. Florenskij” (comunicazione orale). Le opere sono composte ciascuna da due supporti di legno, sui quali è stata applicata una tela di lino preparata a gesso, una di forma quadrata dipinta con colore oro, oppure argento o bronzo, e l’altra di dimensioni minori, ma con la stessa misura della base, campita con colore acrilico differente, scelto di volta in volta per entrare in dialogo con la tavola dorata. L’allestimento prevede che la base più piccola, rettangolare, sia posta lateralmente, leggermente decentrata rispetto a quella quadrata, al fine di produrre uno slittamento dello sguardo e creare una distanza dal concetto tradizionale di icona.

Attraverso la visione oggettuale di queste opere, dalle quali si sprigiona un’onda cromatica, la superficie assume la potenzialità di un corpo tridimensionale, rivestito di luce in movimento.

In questo flusso di energia colorata è possibile che la mente perda il suo stato vigile, per essere catturata in un’altra dimensione. Una dimensione che, partendo da una pittura corporea, ma nel contempo spaziale, esprime il significato del colore stesso nel vissuto di ogni osservatore. L’artista concepisce infatti l’opera d’arte come un unicum tra il quadro e il colore, non c’è soluzione di continuità fra lavoro artistico, processo fattuale, materia stessa del lavoro creativo. La tensione creativa, la sorvegliata stesura dei pigmenti determinano lo scorrimento di una vibrazione estetica che effonde dal lento accumulo delle pennellate e si riverbera emozionalmente, come stato d’animo, sul riguardante. Queste Icone, dalla misurata e gradiente pittura, interpretano felicemente la poetica lungo la quale, almeno a partire dalla mostra milanese Partiture al Milione, nel 1999, Costantini si muove; vale a dire una metafisica del colore che diventa al medesimo tempo una fenomenologia dell’esserci, dove però il tempo e lo spazio si sospendono ogni volta in cui lo sguardo dell’osservatore incontra quello dell’opera e con ciò quello dell’artefice.

Si comprende come per l’artista mantovana dipingere sia dare forma a una Weltanschauung integrale, dove il gesto colore, il segno colore, il piano colore coincidono con un coinvolgimento totale dell’esserci, in un’integrazione fra arte e vita che Sonia Costantini sperimenta a ogni approccio alla pittura.

Va precisato che questa linea analitica dell’arte, questa attitudine concettuale del lavoro artistico fondato sui dettami del colore, sull’imperio che questo pretende di imporre sul “fare” dell’artista, trova riferimenti in una circolarità di scambi con altri maestri che internazionalmente perseguono i medesimi obiettivi e strategie fattuali. Si tratta di quella linea della pittura- pittura, pittura monocroma, pittura-colore appunto che Sonia Costantini condivide con gli statunitensi Phil Sims, Anne Appleby, Winston Roeth; con la tedesca Renate Balda, l’austriaca Inge Dick, il belga Marc Angeli, gli italiani Paolo Iacchetti, Claudio Olivieri, Vincenzo Satta, Valentino Vago e molti altri ancora.

Delle tre opere in mostra solo l’Icona LC14-21 Bronzo/ Verde scuro è stata esposta alla Theca Gallery di Milano. La selezione dei dipinti qui proposti è motivata dal loro progressivo avvicinarsi alla massima luce, quella dell’oro, con la consapevolezza che solo dal rapporto aureo con gli altri toni, sino a trovare una mediazione nell’argento, si porta a compimento un percorso di trasmutazione dello spirito. L’oro che possiamo toccare, in cui ci possiamo riflettere esprime l’opportunità che ci è data di conoscere il divino, o per lo meno di tangerlo

Renata Casarin

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