opere in mostra

Opere in mostra

 

Ambito di Ricci Marco - Paesaggio fluviale con figure

Ambito Di Marco Ricci – Paesaggio fluviale con figure
Ambito Di Marco Ricci – Paesaggio fluviale con figure

AMBITO DI MARCO RICCI

(fine XVII - inizio XVIII secolo)
 

Paesaggio fluviale con figure, inizio XVIII secolo
olio su tela, 83 × 103,5 cm Milano, Collezione Fondazione Cariplo, inv. AF01258AFC
Esposizioni: 2017, Cremona, Lo sguardo sul mondo, n. 16.
Bibliografia: R. Colace, in Le collezioni d’arte 1998, pp. 287-288, n. 149.

Con lascito testamentario del 23 marzo 1975, pubblicato il 7 luglio 1976 e infine autorizzato con decreto del presidente della Repubblica il 31 ottobre 1979, Caterina Marcenaro destinava alla Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde un importante nucleo di opere della propria collezione d’arte antica, che comprendeva cinquantaquattro dipinti, trentasette sculture e cinque ceramiche. Nota storica dell’arte, dal 1950 Marcenaro ricoprì incarichi direzionali presso le maggiori collezioni civiche di Genova, svolgendo un ruolo da protagonista nel recupero e nel rinnovamento museale della città. L’opera in mostra proviene da questa prestigiosa raccolta, portando un’attribuzione della proprietaria alla scuola olandese del Sei-Settecento; ipotesi successivamente rivista da Federico Zeri che ne circoscrisse l’esecuzione al XVIII secolo, riferendola a un pittore anonimo, in una perizia del 9 agosto 1976 (documenti citati da R. Colace, in Le collezioni d’arte 1998, p. 288, e non più reperibili). Nel 1998, in occasione della prima catalogazione sistematica delle opere di Fondazione Cariplo, Raffaella Colace ha ricondotto il dipinto all’ambiente di Marco Ricci, evidenziandone le stringenti similitudini con alcune opere autografe del maestro veneziano, come Paesaggio (Dresda, Staatliche Kunstsammlungen, Gemäldegalerie Alte Meister; pubbl. in Marco Ricci 1993, p. 182, ill. 3) e Marina con molo (Padova, Museo Civico; pubbl. in Marco Ricci 1993, p. 205, ill. 21). Il quadro in mostra condivide con questi dipinti molti dettagli, come le catene montuose che si dissolvono nello sfondo assumendo tonalità argentee, i velieri condotti in punta di pennello e la città costellata di campanili e torri, oltre al taglio compositivo della veduta che si dilata in profondità in una modulata successione di piani prospettici. Non si rintracciano, invece, gli effetti di luce caratteristici del maestro, qui offuscati da una vernice ambrata che impedisce la corretta lettura della materia pittorica. Al Museo Civico di Bassano si conserva un disegno a penna e inchiostro attribuito a Ricci che raffigura un villaggio fortificato lungo il fiume con un ponte, simile a quello che occupa la parte sinistra del quadro (Marco Ricci 1963, n. 114). Accostabile al foglio nella collezione William M. Milliken di Cleveland, il disegno verosimilmente ritrae una località del Cadore e potrebbe costituire lo spunto, tratto dal vero, per questo paesaggio di fantasia, risolto in un’atmosfera malinconica che coniuga una visione classica con suggestioni bucoliche. Formatosi sullo studio della grande tradizione veneta e, soprattutto, sui modelli di Tiziano, Marco Ricci aveva avviato la sua attività pittorica nella bottega dello zio Sebastiano. Dopo un importante viaggio in Inghilterra e in Olanda, la conoscenza diretta della pittura nordica – in particolare delle opere di Jan Frans van Bloemen e Jacob de Heusch – lo spinse verso una nuova sperimentazione nella resa della luminosità atmosferica, fino a raggiungere un’interpretazione della pittura di paesaggio assolutamente inedita nella produzione veneta del primo Settecento, destinata a godere di una straordinaria fortuna.

Elena Lissoni

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