opere in mostra

Opere in mostra

 

Andrea Mastrovito - Ho provato a correre più veloce dell’acqua

Ho provato a correre più veloce dell’acqua
Ho provato a correre più veloce dell’acqua

ANDREA MASTROVITO

(Bergamo, 1978)
 

Ho provato a correre più veloce dell’acqua, 2016
matita su righelli, lightbox, 101,5 × 71,5 cm
Bergamo, Uniacque
Bibliografia: Mazzoleni 2017, pp. 60-61.

L’opera d’arte è stata commissionata nel 2016 al giovane artista bergamasco Andrea Mastrovito da Uniacque in occasione del decennale della fondazione della società che gestisce il servizio idrico integrato di Bergamo e della sua provincia. Riflettendo sul tema dell’acqua l’artista crea un’opera dal forte impatto visivo composta da una lightbox la cui superficie luminosa è interamente ricoperta da righelli affiancati verticalmente. Questi ultimi costituiscono a loro volta la base per un’immagine disegnata a matita grassa dal carattere evidentemente enigmatico, quasi onirico. All’interno di un’ambientazione naturale, simile a un bosco, Mastrovito colloca al centro della scena una figura maschile seduta. L’uomo è a torso nudo e siede in mezzo a rocce di forma geometrica. Tiene in mano un imbuto e, al posto della testa, ha un contenitore, al cui interno confluisce tutta l’acqua versata dalle tubature che corrono nella parte superiore dell’opera. La scena, inquietante a un primo impatto, sviluppa il tema della vita che contiene e nello stesso tempo è arricchita dall’acqua. Come ricorda Mazzoleni (2017) infatti: “All’apparenza surreale e inquietante, all’occhio attento l’opera di Mastrovito rivela una trama in cui nulla è lasciato al caso: i righelli che attraversano l’immagine misurano lo spazio dell’opera millimetro per millimetro, rendendolo perfettamente conoscibile, in contrasto con quanto raffigurato nel disegno, nel quale l’acqua condotta da una serie di tubature confluisce nella testa/contenitore di un personaggio enigmatico, che si accanisce nell’impresa evidentemente impossibile di filtrare il grande getto con un piccolo imbuto”. Lo scenario boschivo all’interno del quale è ambientata l’opera è costituito da una fitta schiera di alberi e rami che scandiscono l’ambiente chiudendolo in uno spazio limitato che non lascia intravedere spiragli, come a voler concentrare l’attenzione sulla figura e sull’acqua versata. Anche il prato e i sassi di forma geometrica accompagnano la scena fungendo nel contempo da base d’appoggio per l’uomo-contenitore d’acqua e da cornice naturale. Il tratto dell’artista possiede un’evidente impronta illustrativa che acuisce la componente onirica dell’immagine.

Valentina Raimondo

© Copyright 2017 by Fondazione Cariplo. Tutti i diritti riservati
Esclusivamente i contenuti della collezione online di artgate-cariplo.it sono disponibili secondo una licenza CC BY-SA