opere in mostra

Opere in mostra

 

Antonio Cifrondi - Sant’Antonio abate

Sant’Antonio abate
Sant’Antonio abate

ANTONIO CIFRONDI

(Clusone, Bergamo, 1656 - Brescia, 1730)
 

Sant’Antonio abate, 1720 circa
olio su tela, 86 × 72 cm Bergamo, Fondazione Istituti Educativi di Bergamo, inv. 98
Bibliografia: Dal Poggetto 1982, p. 509, n. 165; N. Gritti, in Ars et caritas 2007, pp. 81-85, n. 49.

Da un fondo scuro emerge, come fosse un’apparizione, la figura di un uomo anziano, barba e capelli grigi, volto e mano in primo piano dello stesso monocromo colore. L’effetto scenografico della visione dipende dalla costruzione dell’immagine, artificialmente illuminata dalla fiammella di fuoco che divampa dalla mano destra. Solo avvicinandosi si nota meglio la presenza del bastone e del campanello, che assieme al saio sono gli attributi dell’eremita sant’Antonio abate, morto ultracentenario nel 354 in Egitto. Il dipinto nasce come oggetto di devozione privata e la presenza del fuoco allude alla capacità del santo di guarire l’herpes zoster, malattia cutanea virale meglio nota col nome di fuoco di Sant’Antonio. Il dipinto è stato attribuito ad Antonio Cifrondi da Paolo Dal Poggetto (1982, p. 509, n. 165), quando si trovava ancora presso il convento benedettino di San Paolo d’Argon, allora sede degli Istituti Educativi. L’opera è pervenuta all’istituzione tramite il lascito Gavazzeni (N. Gritti, in Ars et caritas 2007, pp. 81-85, n. 49). I confronti stilistici proposti da Dal Poggetto ne orienterebbero l’esecuzione alla fine del secondo decennio del Settecento, in leggero anticipo sul soggiorno bresciano del pittore, documentato a partire dal 1722. Effettivamente la soluzione di far emergere il personaggio da un fondo completamente scuro si ritrova anche nel genere ritrattistico del momento, come nel Ritratto del conte Bonifacio Agliardi, conservato presso la collezione Agliardi a Bergamo. Le maggiori somiglianze si registrano con l’espressivo San Gerolamo, reso noto sempre da Dal Poggetto (1982, p. 489, n. 96).

Simone Facchinetti

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